Il 2026 è arrivato e sono qui a recensire e commentare questo party di capodanno all’ANDIAMO di Villach, del quale in verità c’è poco da dire e molto da discutere, ma ne riparliamo tra poco…
L’ultimo giorno di questo 2025 inizia con un risveglio tranquillo dopo la precedente serata al Club, dove ho trovato una buona atmosfera ma una certa carenza di “materia prima”, motivo per cui ho deciso di dare un’altra possibilità al locale in occasione della festa di San Silvestro. La camera del Frühstückspension Wernberg è calda e accogliente, ho dormito sereno, rilassato e al calduccio mentre fuori la notte prima la temperatura era di -8°, praticamente una ghiacciaia. Scendo a fare colazione, cosa che mi capita solo quando vengo in Austria perché mi sveglio relativamente presto e non c’è molto altro da fare al mattino, torno su incrociando una coppietta italica con una lei assonnata e un lui col tipico muso lungo di chi non scopa abbastanza, un classico. Esco in balcone a fumare e a fare le mie cose sul fedele laptop, poi esco a comprare da bere al market li di fronte e torno a letto, anche se l’Andiamo è aperto dalle 11:00.
Verso metà pomeriggio arrivo al locale, il parcheggio interno è pieno e in quello esterno non ci sono molti posti liberi. Lascio la “trombomobile” al freddo e vado dentro, accodandomi a due Viaggiatori arrivati un attimo prima. Per l’ingresso ho pagato il prezzo pieno di 139 Euro, questo perché ero indeciso se andare al Wellcum o venire qui, non volevo obblighi, e per quanto sia mediamente povero qualche decina di Euro in più non mi cambiano la vita.
Mi viene dato l’armadietto numero 12, uno di quelli piccoli, comunque sufficiente perché ho lasciato il cappotto in auto (tutta esperienza^^). C’è un bel via vai di gente che non mi stupisce, la doccia l’ho fatta venti minuti prima e mi fiondo diretto in arena. Tanti accappatoi bianchi, poche Andiamine in giro, senza dubbio meglio del giorno prima, ma con almeno il triplo dei clienti. Faccio quasi fatica a trovare uno sgabello libero al bancone del bar, ordino il primo caffè e mi guardo intorno, incrocio subito Loret che passa di li con una collega occhialuta apparentemente sua coetanea e vagamente simile nell’aspetto, una Draculina standard diciamo, ed è proprio con lei che darò il via alle danze poco dopo. Prima però mi prendo il tempo di capire se ci sono candidate degne di nota, e qualcuna c’è, in particolare vedo passare una biondina tutta nuda di ritorno da una camera, non questa gran bellezza di viso, credo sia per il naso un po’ pronunciato, ma brutta non è, però quel corpicino è degno di nota e ispira cose buone. A ruota ne passa un’altra, credo sia la più giovane del lotto, la faccia un po’ squadrata ma tutto sommato caruccia, un po’ mignon ma con le giuste forme nei posti giusti, sembra buona, e probabilmente lo è, perché sia lei che l’altra saranno impegnate per tutta la sera fino alla mezzanotte per poi darsi ai festeggiamenti e al manele. Di fatto non ho avuto nemmeno occasione di parlarci e non ho voluto forzare gli eventi.
Mi concedo un calice di vino gentilmente offerto dalla casa, per l’occasione nella zona rialzata del palco sotto la postazione DJ, è stato allestito un tavolo con assaggi e vini durante la giornata, almeno fino a che non è arrivato il cibo al ristorante per la cena. Mi metto comodo, sorseggio e continuo a guardarmi intorno.
C’è anche la ragazza di colore del giorno prima, che credevo fosse africana e invece pare sia portoricana o qualcosa del genere, non che mi interessi, ma ha due tette che si fanno guardare, non si sa mai. C’è anche un’altra black girl nel lotto, tale Happiness, molto più invitante nonostante quel vizio della parrucca tipico delle africane, sembra tranquillona e scambiamo due parole. Mi fa ridere che quando le chiedo come si chiama mi risponde “Felicità”, lo ripete tre volte perché mi suona strano e non capisco, poi alla quarta dice “Happiness!”, e io “Ah! Felicità!”, e lei “Ma non sei italiano?” e io, “Si ma te è meglio che lo dici in inglese perché sennò non si capisce una sega”. Saluto e la rimando a più tardi se non trovo di meglio.
Vedo altre che non mi ispirano, e appena resta sola l’amica di Loret (da ora in poi Lorette, ho visto che è scritto così e mi adeguo) mi avvicino per capire che tipo è. Si chiama Jennifer e somiglia molto a una mia ex con lo stesso nome (roba di quando avevo vent’anni), comunque sembra giocosa e simpatica al punto giusto, non è certo la più figa della cucciolata (e guardando poi le foto sul sito mi è sembrata molto meglio dal vivo) ma con quegli occhialetti mi ispira cose buone, in più non mette fretta e questo mi convince a portarla al piano di sopra. Non parliamo di tariffe, sono qui anche per capire la situazione e non chiedo niente di proposito; in stanza mi chiede solamente se sono a conoscenza dei prezzi e cosa preferisco fare: “Te intanto mettilo in bocca” è la mia semplice risposta, e lei non se lo fa ripetere due volte. Devo dire che sta meglio nuda che in intimo, e senza quei venti centimetri di tacco ha una stazza più appetibile per i miei gusti, anche se fisicamente è molto nella media. Lavora con calma, palle in bocca, lecca e succhia, sa giocare. La lascio condurre il gioco, copre il birillo, mi sale sopra e se lo infila, mi piace come si muove, mi piacciono quelle tettine naturali, e soprattutto mi piace quel viso da porca. Ma è la prima del giorno e si merita il Test della Sacra Pecora©. Soddisfacente quando se ne sta col culo in aria e la testa appoggiata sul letto. La mezz’ora è ormai passata, oggi sono più “allergico” del solito al preservativo ma la Jennifer da dietro è un piacere; mi ritrovo aggrappato alla testata del letto con lei che ci sbatte contro e non perde posizione, è morbida al punto giusto, mi incita a scoparla forte, con quell’accento rumeno che mi fa sempre un po’ ridere e sa di troia (non è colpa mia se tutte le rumene che ho conosciuto erano profondamente troie, e non parliamo solo di professioniste). Mi piace, ma quel lattice mi sta anestetizzando i sensi e la conclusione richiede un suo intervento, altrimenti ci facciamo mattina o più probabilmente ci crepo per sfinimento^^. Abbandono il posteriore, resto in ginocchio, scappuccio il regale augello e le dico cosa voglio, o meglio cosa vuole lui poiché al cervello non arriva più sangue e non conta più un cazzo. Jennifer riprende a giocare tra bocca e lingua e labbra e mani senza soluzione di continuità portandomi al limite più volte senza concludere, poi quando è il momento si allontana quanto basta, le sparo un paio di fiotti in faccia che stupiscono anche me e chiude i giochi mettendoselo di nuovo in bocca. Non ci capisco più niente, vedo la scena con gli occhi socchiusi e quando si stacca mi accascio sul letto esausto e li rimango mentre va a svuotare l’hangar e darsi una ripulita. La ragazza sa il fatto suo, fosse anche un po’ più figa sarebbe tra le top in quanto a professionalità (al netto del fatto che non mi interessava metterle la lingua in bocca in questo caso, lo dico perché c’è chi senza il French Kiss non apprezza tutto il resto e non ho idea come si comporti lei a riguardo).
Il conto è salato, ma previsto: 250 Euro per un’ora di bambolina disponibile in affitto, con quel finale che è la ciliegina sulla torta e vale la spessa aggiuntiva. Forse avrei potuto risparmiare qualcosa contrattando prima (per esperienza toglierei il forse per un cliente abituale nella medesima situazione), ma anche se fosse, e non ne ho certezza, non avrei speso comunque meno di 210 e la differenza non mi cambia la vita. Di certo non è per risparmiare che si viene in questi trombodromi di confine, o almeno non è più così nel 2026.
La situazione in sala è mediamente animata, c’è un rapporto di cinque a uno tra Orsi Bianchi e Ragazze, che nel totale presumo siano poco più di trenta, non mi son messo a contarle una per una. Passo dal ristorante per andare fuori a fumare, ci sono già i tavoli occupati da chi probabilmente inizia ad aver fame, e lo staff sta portando le ultime “vasche” di cibo per riempire il buffet che aprirà tra poco.
Fuori in “sala fumatori” (magari ci fosse una vera sala fumatori, ma ne riparliamo alla fine), ci sono una decina di orsi al freddo raccolti intorno alle due torrette riscaldandi, e c’è anche la riccia nongiovane di cui non ricordo il nome, con tanto di copertina addosso (tipo nonna papera davanti al caminetto). Ascolto i discorsi di alcuni giovani novizi che mi fanno sempre un po’ ridere, in particolare ci son due fiorentini e due emiliani che se la raccontano, ai quali si aggiunge un tipo molto su di giri che racconta di aver fatto un quartetto con tre Andiamine poco prima, ma dice anche che ha bevuto troppo e che se va avanti così tra coca e cialis gli scoppia il cuore (parole sue eh), ci sono anche degli austriaci li accanto ma non ho idea di cosa stiano parlando. Abbandono il teatrino e torno dentro perché fa freddo.
Tornato al calduccio mi svacco su un divano a veder le ragazze nude che tornano dalle camere, tanto per capire la situazione. Passa la biondina col naso lungo, che quando cammina sembra una mozzarellina per quando le vibrano le tettine e il culetto, onestamente il suo corpo mi fa venire voglia ma è davvero iperattiva e sempre occupata. Poi mi sfila davanti una moretta tatuata, Ambra se non sbaglio, minuta e ben proporzionata, anche lei la vedrò più volte di passaggio senza mai parlarci, tutto sommato è un bel fighino, ma non saprei indovinarne l’età e la sua faccia non mi ispira simpatia. C’è pure una mezza gnoma che con la vestaglietta addosso in sala sembrava vagamente papabile, ma a vederla nuda si notano i difetti, e mi ha fatto pensare a quanto sarebbe sfigurata in un confronto con la mia vecchia amica “La NanaBastarda” (stessa stazza però una modellina mignon). Poi incrocio lo sguardo della Lorette, la raggiungo al bancone del bar e lascio che mi accompagni di sopra ancora una volta perché non mi dispiace affatto.
Stanza 17. “Che vogliamo fare oggi?” – “Mettimela in faccia mentre me lo ciucci, poi ti dico…” – Mezz’ora di giochi con pecora alla specchio e gran finale, dovevo rimediare alla voglia del giorno prima di concludere tra quelle labbra oversize e mi son tolto la soddisfazione. Scendiamo giù per il compenso e le consegno i meritati tre pezzi da cinquanta. Per mancanza di alternative e perché comunque sa fare il suo mestiere, per quanto mi riguarda si è guadagnata un cliente nelle prossime visite (ammesso che abbia voglia di tornarci a breve e che ci sia ancora, cosa improbabile considerando che tra una ventina di giorni sarò a Bangkok).
Una corroborante doccia bollente e vado a vedere cosa offre il menu al ristorante. Mi concedo un giro di linguine coi gamberetti, salmone, e capesante gratinate, poi frutta e dolce e infine un caffè. C’è anche la carne e un sacco di altre cose che sembrano buone, ma non voglio appesantirmi troppo sennò poi mi ritrovo spiaggiato come un tricheco.
Torno fuori a fumare e nel fortino del giardino ritrovo praticamente gli stessi di prima. Uno dei due ragazzi fiorentini è visibilmente estasiato dall’essere lì al locale, prima volta, non sa quando tornerà e ha investito buona parte della tredicesima in questa occasione, mi viene da ridere a sentirlo parlare, non per cattiveria eh, ma perché mi ricorda me stesso la prima volta in un trombodromo, pura estasi ed euforia di trovarsi in mezzo a tante signorine disponibili in cambio di un po’ di vil denaro. C’è chi racconta della camera appena fatta, chi racconta storie sulle ragazze di un night club della mia zona (ma piuttosto famoso nell’ambiente) e chi parla di tutt’altro. Uno si lamenta delle poche ragazze presenti e si pente di essere venuto all’Andiamo invece di andare al Wellcum, al che un avventore di vecchia data (che forse come me non frequenta più così spesso il locale) fa notare che l’Andiamo è un’altra cosa, che qui non devi stare con la guardia alzata mentre al Wellcum si, che l’Andiamo è più rilassante e quando ancora il Wellcum non esisteva è qui che si veniva a cercare il paradiso. E non posso che essere d’accordo, non per niente sono qui anch’io, anche se onestamente mi aspettavo più Girls e meno Orsi bianchi stasera, ma a parte questo piccolo grande particolare si sta bene, e la cosa non può che migliorare da qui a dopo la mezzanotte.
Rientro in sala col pancino pieno, mi insinuo su uno sgabello per una birra, i baristi sono piuttosto efficienti nonostante il caos e l’attesa è molto breve. Mentre sono li a guardarmi intorno arriva una mora che non mi è una faccia nuova, anche se non ricordo dove l’ho già vista. Saluta un bel po’ di quelli che sembrano essere clienti abituali e poi mi approccia col sorriso sulle labbra e una certa simpatia, la lascio parlare un po’ e poi ribatto a modo mio “Si ma così pare che mi devi vendere un aspirapolvere” le dico. La prende a ridere, e continua “Allora, con me non scopi , però mi dici cosa vuoi e lo facciamo.” – “E se non si scopa che si fa, si gioca a carte?” – “Allora, ti dico il mio menù…” e snocciola davvero un menu con scaglioni di prezzo e varie opzioni, tra le quali alcune implicano che lei profani il deretano del cliente in vari modi. Mi vedo costretto a sfoderare l’antica saggezza della mia terra natia: “Nè per scherzo né per burla intorno al culo un ci voglio nulla“, lei resta spiazzata per un attimo e poi ribatte: “Allora, io faccio mistress, sadomaso e tutte cose…”, la interrompo dicendo “Allora… Se dici Allora un’altra volta te lo compro questo aspirapolvere”, si mette a ridere come una rincoglionita e va avanti col suo teatrino: “Te sei simpatico, mi piace”, poi continua, “Allora andiamo su io e te e faccio tutto quello che vuoi”. – “Allora, siccome sono simpatico se mi paghi ci vengo”. E da li per i successivi dieci minuti è tutto un “Allora”, io la prendo amichevolmente per il culo e lei ride, ogni tanto saluta un passante e ci scambia due parole, ma non se ne va. “Io vado fuori a fumare” le dico. “Vengo pure io, aspetta”, e torno al freddo e al gelo nel fortino con ‘sta simpatica pazza Serba di nome Dragana. Che quando mi ha detto il nome e da dove arriva ho fatto due più due e ho capito che probabilmente ci avevo già avuto a che fare anni fa, e infatti non mi era una faccia nuova, anche se la mia memoria non assimila proprio tutto.
Nel fortino fumatori ci trovo di nuovo le stesse facce, cosa normale visto che i fumatori son quelli. Lei saluta un paio di avventori che conosce e intanto il ragazzo fiorentino di prima mi fa notare che se la farebbe volentieri ma che gli ha detto che non scopa (tra l’altro lui ha ventitre anni e lei credo sia intorno ai quaranta ben portati, forse qualcosa meno ma non ho indagato). E niente, non sono interessato all’articolo e ne approfitto per sganciarmi con nonchalance tornando in sala.
Le ragazze intanto iniziano a cambiarsi e vestirsi di rosso, qualcuna continua a macinare camere, altre sono molto rilassate e sembra non abbiano tutta questa voglia di lavorare, o comunque non cercano clienti se qualcuno non va a cercare loro. Ci sta, è pur sempre una serata di festa per tutti. Poi come da tradizione parte la tombola, ma in questo è più una lotteria, c’è chi vince una mezz’ora gratis e chi una bottiglia di champagne, fino al primo premio che consiste in 10 ingressi gratis all’Andiamo, un bel premio direi. Ogni tanto parte uno spettacolino al palo e pure un bel duo lesbo tra la Dragana e un’altra, con lei che infine la pecorizza inforcandola da dietro con uno strap-on, ed è vagamente piacevole da guardare. La mezzanotte si avvicina. La musica è cambiata e il DJ ci infila dentro un po’ di tutto, vengono distribuiti i cannoni a coriandoli, preparati i calici per il brindisi, il palco rialzato si affolla e… “Buon Anooooo!”, come al solito non posso fare a meno di gridare il mio personale augurio, sparo i miei coriandoli e butto giù le bollicine. Poi prendo un altro calice e faccio un giro di brindisi fino a tornare sul lettino vicino all’entrata del ristorante. Poco dopo riappare anche Happiness che si appoggia su uno sgabello dall’altro lato del bar, non sarà il top ma ho voglia di black e ha un bel culino, aspetto che noti lo sguardo e quando mi vede alzo in aria il calice nella sua direzione, lei si alza, scompare un attimo alla vista dietro i separé dei divanetti e riappare mettendosi a cavalcioni su di me. Bella aggressiva, non mi dispiace. Dopo il Buon Anno mi chiede cosa voglio fare, le dico che voglio finire di bere, mi dice che posso farlo anche in camera, rispondo che in camera preferisco fare altro. Si toglie quella sorta di gilet aperto che indossa e mi sbatte letteralmente le tettine in faccia, “Sicuro?” – “Si, poi penso che andremo su”. Al che si alza e mi lascia addosso il gilet, “Riportamelo quando sei pronto” dice con quel sorrisetto da stronza, e torna a sedersi dov’era prima girandosi dall’altra parte con aria vaga.
Svuoto il bicchiere, mi avvicino furtivo e le afferro le tette da dietro “Andiamo di sopra…”, “Ok”, “…Questo però lo tengo io che stai meglio senza” le dico tenendo in mano il suo gilet. “Ok andiamo.” – Direi che è una di poche parole, ci sta, ma quando arriviamo in cima alla scala le stanze sono tutte occupate e ci sono altre due “coppiette” in attesa. L’omino delle pulizie corre come un dannato qua e là appena si libera una stanza, arriva la prima chiave, la prende una collega, arriva la seconda, è la dieci l’altra balorda passa il turno, Happiness la prende, vede che è la dieci e si ferma “Camera scomoda, aspettiamo o vuoi andare in questa?” , “Aspettiamo” dico io. Se ne liberano due quasi insieme e mi tocca la 17, di nuovo. Appena entriamo lei si lamenta che è tutto bagnato a terra e un po’ sul letto, e che la ragazza di prima poteva almeno asciugare un po’. “Dai su non ti arrabbiare, l’omino delle pulizie non ce la fa a correre ovunque” le dico. “Da dove vengo io alle donne insegnano a pulire, guarda qua che casino…”, prende un asciugamano e inizia ad asciugare qua e là, non so se apprezzare l’attitudine all’ordine o se ridere per come lo sta dicendo. Nel dubbio mi infilo in doccia per rinfrescare il birillo mentre lei sguattera per la stanza, e quando ha finito la raggiungo sul letto. “Soddisfatta?”, “No che non lo sono, quelle non puliscono niente, non gli insegnano a fare le donne a casa.. etc.. etc…” – Noto un vago astio nei confronti delle Draculine, e il fatto che provenga da un’africana mi fa anche un po’ ridere, ma qualcuna è un po’ selvatica e non ha tutti i torti, che ci vuoi fa’.
Non posso far altro che darle un morso sulle chiappe per farla tornare nel suo ruolo di meretrice, sennò questa si bugga e inizia a pulire anche i corridoi. “Che bel culino, è pure buono!”, la stronza ride e tornata nel mood mi chiede se so già come funziona il tutto, e a risposta affermativa intanto che trastulla il birillo mezzo barzotto con la mano, mi chiede cosa voglio fare. Alzo un dito, lo appoggio alle sue labbra “Voglio queste”, al che si adagia tra le mie gambe, due bacetti, un assaggio, e poi lo fa sparire tutto in bocca con disinvoltura. “Cazzo si!”, mi viene da esultare, se la ride un attimo e continua l’opera. Brava è brava, ma se la lascio fare così tra cinque minuti erutto come il Vesuvio a Pompei (nome evocativo tra l’altro^^), e siccome ha un corpicino che mi piace e il viso non è quello di Zendaya le propongo il Test della Sacra Pecora©, che con quel culino morbidoso è inevitabile. E mi piace talmente tanto che nonostante sia il terzo giro del giorno, l’alcol e la stanchezza che si fanno sentire verso le ultime gocce di sacro nettare dentro quella vulva d’africa a pecorina (con la dovuta protezione eh, che qualcuno poi pensa male). Magari a qualcuno interessa sapere che è promossa a pieni voti, con quella schiena che si piega come il ramo di un salice e lei che segue il ritmo a ogni affondo, e cazzo se è un piacere dare schiaffoni a quel sedere color della nutella! Sarà l’effetto black ma come prima balorda dell’anno mi ha più che soddisfatto, e a parte quel vizio della parrucca che per me è sempre un po’ “meh”, per il resto è stata una bella sorpresa. Meritava anche una conclusione in deeptroath vista la maestria, ma come direbbe un mio vecchio amico “C’avevo le palle secche!” e non sarebbe nemmeno stato così soddisfacente senza affogarla un po’ come si deve. Ma parlando seriamente, con due banconote da cinquanta ho iniziato il 2026 nel migliore dei modi, e considerata la situazione giù in sala non è affatto male.
Questo segna anche l’effettiva fine dei giochi per me, non mi resta che rilassarmi un po’ prima di ritirarmi, non tanto perché voglia andare a letto, quanto perché le ragazze in sala ormai si dedicano a ballare e cantare o a far compagnia agli abituè del locale, cosa che so bene e che capisco, perché lo sono stato in passato, e quando le conosci tutte per nome è normale che ti trattino come un amico o quantomeno con l’attenzione che si dedica a un buon cliente anche in qualunque altro settore.
Ne approfitto per un ultimo spuntino visto che dopo la mezzanotte c’è stato un refill del buffet con wurstel affumicati, zampone con le lenticchie, salsicce e gulash, e già che c’ero ho assaggiato le prime tre, tanto per andare a letto leggero, ovviamente.
Dopo l’ultimo caffè al bar mentre la Dragana continuava a cantare parole che non capisco, ho fumato l’ultima marlboro nel fortino in giardino e, inutile dirlo, c’erano sempre le stesse facce più o meno, con l’aggiunta di un austriaco di origini ungheresi che non parla inglese ma stava avendo una conversazione interessante con il novizio fiorentino ormai ubriaco ed altri personaggi che non capiscono due parole di tedesco, come me del resto, ma negli anni tra Germania e Austria ho fatto l’orecchio a diversi termini e così a intuito mi capita spesso di capire il senso delle frasi pur se non nella loro interezza. Ammetto che è stato un siparietto divertente. Fuori si gela, torno dentro, restano gli ubriachelli, i fedelissimi e poco più, oltre a una manciata di ragazze che praticamente hanno già smesso di lavorare e cazzeggiano con lo staff e tra di loro. Saluto la mia prima pecora dell’anno seduta a un tavolino in compagnia e mi ritiro in pace per tornare in Hotel, con il ghiaccio sui vetri e -8 gradi all’esterno nel panorama dormiente ai piedi delle alpi.
Mi permetto di aggiungere in breve altre piccole note o aneddoti della serata in ordine sparso:
- Mentre ero in sauna da solo, un tizio esce dall’idromassaggio e inizia a rovistare nelle tasche degli accappatoi appesi tra le saune, presumo per capire quale fosse il suo, ma l’esperienza m’insegna che non sarebbe la prima volta che qualcuno sbaglia e lo tengo d’occhio, infatti prende proprio il mio, al che devo uscire dalla sauna per dirgli che ha preso quello sbagliato e che se controlla nella tasca ci sono le sigarette. Forse non era del tutto lucido perché nel suo aveva gli occhiali e lo aveva lasciato altrove, e lo so perché me li ha mostrati ripassando fuori dal vetro della sauna mentre si dava del pirla da solo.
- Il ragazzo fiorentino alla fine ci è andato con la Dragana, e subito dopo, nel fortino fumatori, era estasiato dal fatto di aver fatto sesso orale reciproco con lei, elogiandola e ripetendo ossessivamente “l’ho leccata, e certo che l’ho leccata” e cose del genere. Ammetto che mi ha fatto molto ridere.
- Da elogiare la presenza più o meno costante di Cristiano (che non mi conosce perché non ci tengo a palesarmi volendo restare anonimo e sopra le parti, ma naturalmente tutti conoscono lui, o almeno chi frequenta i locali da un certo tempo^^).
- Simpatica l’invasione dei palloncini dalla rete sul soffitto dopo la mezzanotte, facevano atmosfera oltreché un piacevole caos.
- Non ho potuto non fare il paragone con la festa di San Silvestro di 10 anni prima, 2015/2016, e devo dire che di quella ho davvero un bel ricordo, eccetto che per il troppo affollamento nelle ore intorno a mezzanotte, unica vera pecca di quella volta. In questo caso invece era tutto un po’ più blando, con un retrogusto da festa dell’oratorio che non si addice molto al tipo di locale. Questo non vuol dire che non sia stata una bella serata, ma c’è differenza, e soprattutto c’erano poche ragazze per un evento del genere.
- Non dovrei essere io a dirlo, capisco che ai non fumatori non importi e che sicuramente chi gestisce il locale avrà i suoi motivi per lasciare le cose come stanno, ma una sala fumatori che non sia una ghiacciaia farebbe molto piacere, anche allestita lì nel bar esterno che non viene usato, con una paratia che chiuda meglio l’ambiente o un riscaldatore serio, e magari un semplice tunnel mobile da giardino o una soluzione simile per raggiungerlo quando fuori si gela, perché magari i fumatori non sono così tanti ma ci sono, e staccare un po’ dal caos in sala o fumarsi una sigaretta in compagnia di altri avventori o di una girl che fuma, diventa un piccolo valore aggiunto per le fredde serate invernali.
- Mi ripeto ma se ci fossero state il doppio di ragazze sarebbe stato tutto molto più piacevole, e questo è senza dubbio un parere comune di quasi tutti i presenti. Anche perché i clienti non mancavano e in certi momenti sembrava davvero un raduno di orsi bianchi senza femmine, che non è il massimo dell’immagine, specialmente per chi magari non c’è mai stato e potrebbe non aver voglia di tornarci.
- Infine una riflessione personale: Una volta i trombodromi di confine erano per molti Viaggiatori anche dei luoghi dove si andava per fare una scorpacciata di sesso in un ambiente rilassante e piacevole, ma soprattutto c’erano ragazze nude ovunque, e le prestazioni delle mestieranti avevano un costo minore delle meretrici vicino a casa, e questo giustificava i viaggi e lo sbattimento di venire in Austria per chi non vive li vicino e magari deve fare 500 km per arrivare. La storia che le ragazze sono indipendenti è giusta, ma lo erano anche nel 2009, eppure nei 70 Euro (inizialmente 65) era compreso quasi tutto ad eccezione dell’anale e del finale in bocca, entrambe opzioni a discrezione delle signorine, come altre cose meno standard che potevano essere decise al momento. Quello che voglio dire è che gli 80 euro di base, dichiarati anche correttamente alla cassa se si domanda, comprendono con certezza solo “sesso e pompa tutto coperto”, mentre il resto è a discrezione delle meretrici senza una linea guida del locale, e normalizza i piccoli extra che rendono tutto più incerto, e non solo più costoso. Sono il primo a dire che se uno non ha soldi da spendere può tranquillamente starsene a casa, in fondo non è un bene di prima necessità e ci sta. Il punto è che purtroppo in questo modo si va a perdere quell’esperienza magica e ripetibile che era inizialmente e che ha contribuito a far diventare famoso l’Andiamo e in seguito il Wellcum, così come il Fu Marina in Slovenia (che tra l’altro stava portando via clienti e mestieranti a tutti gli altri, e nessuno mi toglierà mai l’idea che questo sia il motivo principale per cui è stato fatto chiudere, ma questa è un’altra storia).
E con questo, cari Amici Viaggiatori, dal vostro Redattore infreddolito è davvero tutto.
Rinnovo gli auguri di un prospero e meraviglioso 2026, e mi concedo un po’ di meritato riposo in vista delle prossime avventure. Ciao ciao!








