Sto scrivendo dalla mia camera d’albergo qui a Wernberg, una piccola località a dieci minuti da Villach, in Austria, dove si trova il Sauna Club Andiamo, nel quale ho trascorso la serata del 30 Dicembre.

L’idea iniziale era di arrivare in orario di apertura per vedere come si evolveva l’intera giornata li dentro, ma un impegno lavorativo imprevisto mi ha costretto a partire dopo pranzo, quindi sono arrivato in Austria intorno alle 19:00 e dopo aver sistemato le mie cose in hotel sono arrivato in Andiamo alle 20:00. Tra l’altro, la strada per arrivare al Frühstückspension Wernberg, passa proprio davanti all’Andiamo, quindi piuttosto comodo se la destinazione finale è quella.

L’hotel è un Self Check In, arrivi, entri, ci sono le cassette con la combinazione, inserisci il numero fornito dopo la prenotazione e si apre uno sportellino dove c’è la chiave magnetica per la stanza e per l’ingresso principale che viene chiuso a chiave di notte e si apre con quella. Avrei potuto scegliere un hotel più vicino alla città, ma in questi giorni costano un rene, e per le poche ore che devo stare in camera un posto vale l’altro. Alla fine la spesa per due notti è di 138 Euro, colazione compresa e stanza con balcone (perché quando scrivo fumo e per fumare devo stare fuori, come in Thailandia^^), insomma, il posto è essenziale ma carino e tranquillo, con un supermercato Billa proprio di fronte, comodo per fare provviste o altro. Su Agoda si trovano buone offerte, e se trovi la stessa stanza a un prezzo minore ti rimborsano la differenza, comunque nella sezione Hotel di Travelsformen trovi dei suggerimenti su dove alloggiare a Villach e dintorni, compreso il sopracitato.

Ma tornando a noi, arrivo in Technologieparkstraße, giro accanto al grande albero di natale luminoso affacciato sulla strada, e trovo il piazzale interno dell’Andiamo pieno a metà, parcheggio easy ed entro. Il ragazzo in reception mi chiede se è la prima volta, gli rispondo che no, ma è un po’ che non ci torno e magari è cambiato qualcosa (anche se lo so già). Gentilmente mi spiega che le ragazze ora partono da 80 per la mezz’ora e gli extra sono da concordare con loro, mi istruisce sulle due bevute gratis (birra, spritz e altro che non ricordo), che non si può fumare all’interno (e intendo sigarette, non quelle elettroniche, che magari qualcuno si confonde), chiusura alle 1:00 e il resto è rimasto pressoché invariato, quindi mi consegna il kit del puttaniere da saunaclub e mi augura una buona serata.

Il mio armadietto è il 54, relativamente scomodo perché vicino all’ingresso e alle docce, ma alla fine son tutti uguali. Entro diretto in sala perché sono fresco di doccia dall’albergo. Non è cambiato molto dall’ultima volta anche se sono passati anni e un cambio di gestione. Il primo pensiero è “Me lo ricordavo più buio”, forse perché la parte dove c’era la piscina interna era più divisa dal resto, e i divani sulla sinistra e sotto scala erano un po’ più, come dire, “intimi”, “riservati”, e forse effettivamente meno illuminati, anche perché adesso c’è una sorta di cantinetta dei vini che personalmente non aggiunge niente all’atmosfera del locale, anzi, per quelli che sono i miei gusti la trovo quasi fuoriluogo, ma è un mio parere personale.

Conto a spanne una quarantina di avventori e meno di una trentina di ragazze, tra quelle statiche e quelle in movimento tra scale, ristorante e spogliatoio. L’atmosfera è molto tranquilla, alcune girls giocano e scherzano con dei clienti, altre ciarlano tra di loro, un po’ di orsi bianchi spiaggiati sui lettini e gli sgabelli intorno al bar sono quasi tutti occupati, ma sento che manca qualcosa…

Prendo un caffè e poi mi adagio su un divano a fondo sala, qui ricevo il primo approccio da parte di Loret (o come diavolo si scrive), draculina di medio livello estetico, né bassa né alta, né magra né grassa né bella né brutta, la definirei carina, fisico naturale tutt’altro che perfetto ma decisamente piacevole, solo un filler alle labbra, che si nota ma non è ridicolo. Lei parte in inglese, le dico “Ciao”, tanto sono sicuro che parla italiano, e allora inizia con “Andiamo in paradiso , pompa scopiamo, dai amorino”, rifiuto con garbo. “Prima volta qui?”, domanda lei, “Vengo qui da quando te eri piccina, ma è un po’ che non ci torno” rispondo io. Si fa una risata, sparo diciamo due cazzate e la rimando a dopo. Se ne va col sorriso sulle labbra “Ok allora, rilassati”. Nonostante l’approccio ultradiretto si è guadagnata un buon punto.

Mi sposto di nuovo al bar per una birra e la seconda che mi si avvicina è una certa Alessia o qualcosa del genere, comunque una che così a occhio ha almeno una decina di anni in più dell’altra, ma tutto sommato ha una bella presenza (sempre considerando il contesto), anche perché credo che in quel corpo siano di più le parti ritoccate che quelle naturali, cosa che generalmente non mi fa impazzire. Comunque si rivela simpatica e chiacchieriamo un po’, se la ride, la prendo un po’ in giro, allunga le gambe sulle mie, accenna una palpatina ai gioielli da sopra l’accappatoio e propone un giro di giostra puntellandomi prepotentemente le tette al silicone addosso, a stento coperte da un reggiseno. Le dico di no, e visto che c’era la Loret li accanto aggiungo che c’è prima lei in lista. La prende con filosofia dicendo: “eh, la loret è giovane, è normale che vuoi lei…” , quindi si congeda sorridente augurandomi buon proseguimento.

Mi piace questo approccio tutto sommato sereno, è così che dovrebbe essere, non come in altri posti dove se dici di no c’è chi ti manda affanculo malamente. Però ancora sento che manca qualcosa, non saprei dire cosa ma ne sento l’assenza.

Il terzo approccio arriva repentino mentre sono ancora li cinque minuti dopo. Un attacco a tenaglia, mora e bionda, alto rischio… se fossi un novizio. Solita proposta “Andiamo su in paradiso tutti e tre…blahblahblah” dice la bionda, “Magari più tardi e con una sola, due nun le reggo, però te sei piuttosto bona” ribatto io. “Ah ma sei toscano”, “Si, e te sarai rumena…”, “Bulgara” dice lei. “Son tutte rumene qui, non era facile trovare la Bulgara” le dico. “Non tutte”, dice. Faccio sapere anche a lei che ho già dato parola a una e nel caso ne riparliamo più tardi. La mora non cagata si dilegua quasi subito, lei senza scomporsi risponde “Ok, ci vediamo in giro”.

Mi conferma una certa attitudine nelle interazioni che mi piace, non passive ma nemmeno troppo aggressive, e questo è un bene. Ma ancora c’è quel senso di assenza che non so spiegare, manca decisamente qualcosa.

Vado fuori a fumare, nel giardino c’è l’area bar con tavoli, chiusa alla buona con un telone semitrasparente e usata come sala fumatori, solo che fa freddo perché ci sono soltanto due piccoli riscaldatori che non bastano per quei -6 gradi all’esterno. Rientro dentro passando dal ristorante, il buffet è disponibile fino a tardi, ci tornerò dopo, ora ho altre voglie da soddisfare.

Faccio il giro del bancone, c’è la bulgara e dietro di lei la Loret, mi avvicino, saluto la bionda “ecco vedi, é colpa sua” le dico , indicanto la collega due metri alle sue spalle intorno al tavolo con altre draculine. Al che la succhiasangue ridacchia e mi dice “Sei pronto?” , e io “Si, ora si, andiamo”. Prende le sue cose e risalgo quella scala dopo troppo tempo. Prende una chiave, l’inserviente la blocca, la stanza ha la finestra aperta e si gela. Cambia chiave, stanza numero 2, entriamo. Non ho chiesto fino ad ora quanto fosse la tariffa, non m iinteressa e lo prendo come un test per lei. Sono in doccia e le dico “Ottanta?”, “Si, dice lei”, “Allora facciamo un’ora” ribatto io, “Ma ottanta mezza ora” precisa lei, “Si si, lo so, lo so”. Poi però per la pompa scoperta mi dice che sono 100 e non 80. Non che mi interessi dal punto di vista della spesa, altrimenti chiedevo prima, e potrei anche farle fare tutto coperto, tanto prima o poi va messo il cappottino al regale augello, ma già che ci sono voglio vedere come si comporta e glielo metto in bocca al naturale.

La ragazza si comporta bene, tutto sommato ha un bel corpicino da “teen”, due tettine naturali a punta che vien voglia di morderle e onestamente una figa assai invitante, inteso come tutto il contesto visivo in quella zona, cosce fianchi addome inguine vulva buco del culo. La prendo con calma e ci facciamo tutto il repertorio esclusa la missionaria che riservo a quelle che mi piacciono più di faccia che del resto. Tecnicismi a parte, supera il test della Sacra Pecora©, non a pieni voti ma con un 9, solo perché non inarca bene la schiena. Per il resto si lascia fare un po’ di tutto, dito in culo compreso. Finale sulle tettine con lei in ginocchio che ciuccia e smanetta mentre mi guarda con aria da troietta. In tutto ciò ha protestato solo quando ho accennato a mordicchiarle i capezzoli “Si ma senza denti, sono sensibili” dice.

Passata un’ora, minuto più minuto meno, scendiamo e alleggerisco il portafogli di quattro pezzi da cinquanta. “Ci vediamo di la”, “Puo’ essere”.

Prima che il buffet venga smantellato mi dedico al cibo. L’ora è tarda ma c’è ancora un po’ di scelta, prendo del maiale e un coscio di pollo, patate al burro o al latte o non so cosa, ma buone, e fagiolini per rinfrescare il piatto. Tutto piacevole devo dire, non siamo da Cannavacciuolo ma ho mangiato di peggio in alcuni ristoranti. Poi un pezzo di dolce, veramente buono anche quello. Il reparto ristorante è pressoché invariato, a parte i distributori d’acqua etc.

Torno al bar per un caffè. Vedo passare varie signorine avanti e indietro nude di ritorno dalle camere, nessuna veramente di mio gradimento. Intendiamoci, se le trovassi per strada e mi dicessero “Scopiamo, non resisto” non direi loro di no, in fondo hanno quasi tutte vent’anni meno di me o anche di più, ma considerato il contesto, anche a vederle senza veli non ce n’è una che al solo guardarla faccia saltare sull’attenti il soldatino pelato la sotto, diciamo.

Ecco! Ho finalmente capito perché sentivo quel senso di assenza di qualcosa. Mancano ragazze di qualità, le “top”, le icone. Sebbene l’attitudine generale sia buona e l’atmosfera rilassata, esteticamente parlando si nota una certa carenza. Potrei dire che le migliori che ho visto sono al massimo un 8 su una scala da 1 a 10. Poche, e per i miei gusti una di queste era quella che ho tenuto un’ora in camera. Immagino ci fossero delle assenti considerata la festa di oggi che è il capodanno, ma siamo ben lontani dai fasti di un tempo. A un certo punto è apparsa anche una ragazza dalla pelle d’ebano, naturale e relativamente minuta come fisico, a parte il seno che si fa notare, e dato che le black mi piacciono posso dire che nel contesto non era da buttare, ma ho subito pensato che ne ho trovate di meglio in Soi 4 a Bangkok alle 2 di notte per 1000 Baht senza tanti limiti di tempo, e questo mi ha fatto un po’ pensare.

Comunque, concludendo, vista la mancanza di materia prima di un certo livello e considerando che ero stanco da viaggio e non dovevo tornare a casa, mi sono infilato in sauna a meditare, poi ho deciso che era meglio andare a dormire in vista della giornata di domani, cioè oggi che è l’ultimo dell’anno.

Ero partito con l’idea di fare la mezzanotte al Wellcum, ma ora sono indeciso se dare una chance all’Andiamo per capire meglio la situazione, e magari fare un salto a Hohenthurn la prossima volta.

I prezzi di entrata della festa senza prevendita sono un po’ esagerati in verità (179 per il Wellcum – 139 per l’Andiamo), ma la differenza tra i due non mi cambia la vita sul totale, ho solo il timore di trovare troppo pieno in uno e troppo vuoto nell’altro, perché se al Wellcum sono previste un centinaio di ragazze, è anche vero che probabilmente ci saranno 300 Orsi bianchi, mentre in Andiamo anche se ci fossero una quarantina di ragazze non credo che gli avventori saranno poi così tanti.

In ogni caso deciderò tra poco, non voglio andare troppo presto perché poi mi annoio la dentro fino a tarda notte, ma verso metà pomeriggio voglio essere al calduccio tra le signorine allegre, dove e come lo saprete domani, o il giorno dopo, dipende da quante energie avrò per scrivere il primo giorno del 2026.

Auguri dal vostro “Redattore delle nevi“,

Buon anno, Buon ano, e che il 2026 porti tante belle avventure a tutti voi, divertitevi cari Amici Viaggiatori!