Ciao cari Amici Viaggiatori!
E siamo a ferragosto, anche se qui non si festeggia è sempre un punto di riferimento per chi come me è nato nella penisola a forma di stivale.
Sono trascorsi altri tre giorni, e non vi mentirò, sono stati un po’ come un giro sulle montagne russe.
Mercoledì avevo intenzione di iniziare bene la giornata con la solita pompa propiziatoria al 7 Heaven ma appena scendo alla stazione bts di Phrom Phong inizia a diluviare e resto bloccato lì una mezz’ora. Per fortuna è comunicante con il centro commerciale EM Quartier dove trovo riparo, e già che ci sono mi sbafo due pezzi di morbida torta alla vaniglia nella food court al piano più basso; c’è veramente tanta ottima roba da mangiare se a qualcuno interessa.
Finalmente smette quasi di piovere e mi avvio verso soi 33, tanto due gocce leggere non si sentono nemmeno con il clima di Bangkok. Entro nel solito vicolo a destra, c’è molta calma in tutta la via ma i massage sono tutti aperti. Arrivo in fondo e il 7-Heaven è ancora chiuso con le insegne infilate nel corridoio all’ingresso; ok che era un giorno di festa, ma non ricordo che avessero mai chiuso per questo, chissà cos’è successo. Ho ripiegato quindi al Vovo dove la signorina May ha riconfermato la sua buona attitudine al mestiere, e credo che possa diventare facilmente la mia nuova pompinella preferita.
Torno a casa per una doccia e mi addormento di nuovo fino a tarda sera. Si vede che ne avevo bisogno, capita. Verso le 22:00 esco e vado al Duangporn in cerca di un’altra bocca che mi soddisfi e trovo una simpatica Sciatthai ultratrentenne che si guadagna tutti gli 800 Baht richiesti. Ispirato e leggero faccio un giro a Nana Plaza ma mi sembra tutto un po’ sottotono, sarà perché è anche la festa delle mammine single dell’Isaan, chi lo sa. Decido di passare in soi 7/1, mi fermo al Magic Table e finisco la serata con una delle mie amichette, che non è questa gran figa, è una normalissima sciatthai da bar, ma mi ci trovo bene.
Giovedì mi sveglio stranamente presto, alle 10:00, e intorno a mezzogiorno vado al Nana Sea Food, quello vicino ad Asok, non l’altro più vicino a Nana, e ordino i gamberi tigre alla griglia. Ottimi e abbondanti, costano sicuramente meno che a mangiarli in Italia, ma comunque più di un piatto tipico thailandese: 500 Baht per 6 gamberoni giganti, molto buoni e belli polposi.
Torno in perlustrazione a soi 33 dove il mio caro pompinificio 7 Heaven è ancora chiuso; comincio a preoccuparmi, indagherò, Rientro a casa per rinfrescarmi e poi mi ricordo che da soi 13 a soi 19 sono pochi minuti di camminata, e in soi 19 c’è il Mai Chan No Ouchi, un piccolo centro massaggi già provato un paio di volte negli ultimi due anni. Mi sento ispirato e vado. Ci sono solamente 4 operatrici disponibili, scelgo la meno peggio, che comunque è caruccia, e mi concedo un’ora di giochi tralasciando quasi del tutto il massaggio perché avevo voglia di altro. Danno di 2400 baht, saluto e torno all’ovile dopo aver fatto scorta tè e altre bevande al 7Eleven.
Più tardi passo all’Orange bar di soi 11/1 a salutare il solito amico e ci trovo un altro viandante che ho già incrociato altre volte in passato. Purtroppo il bar ha perso praticamente tutte le ragazze migliori, e in questa situazione non vale la pena restare lì o tornarci in nottata come tante volte era successo in passato. Mi dirigo quindi in Nana Plaza e trovo una serata animata ma senza troppi avventori, un giusto equilibrio diciamo. Vado dritto su all’ultimo piano, mi fermo un attimo a osservare la piazza dal balcone, quasi davanti al On Top, e a un certo punto mi sento chiamare. Mi volto e vedo la mia vecchia amica mamasan, quella che lavorava al Butterflies e che ora lavora lì. La signora è dimagrita tanto che quasi non la riconoscevo, buon per lei; mi invita a entrare ma la mia idea era quella di andare altrove, dunque declino gentilmente e passo oltre per andare al Bunny 5.
Mi metto in tribuna vicino la vasca e osservo. Mi distraggo un attimo e quando mi giro ho davanti un culo tatuato che riconosco. Lei di viso non è il massimo, ma quel corpo nudo, allenato, un po’ ritoccato, e giustamente morbido nei punti giusti, è un invito al peccato, soprattutto per un cultore della Sacra Pecora come me; inoltre è anche molto simpatica e oltremodo “sportiva”. Cazzeggio un po’ e quando esce dalla vasca le offro un drink. Dopo una decina di minuti appare anche quella mezzasega mignon della sua collega, che per qualche motivo mi ispira un casino, ma credo mi possa creare “dipendenza da legal loli”, quindi come si suol dire “c’ho paura” ^^. Incitato dall’amica chiamo anche lei, e avendole addosso entrambe per un po’ mi rendo conto che vanno molto d’accordo, anche troppo. Ci sono tutti i presupposti per una cosa a tre, ma come ho detto, quella mignon è pericolosa, me la lascio come piatto unico per un’altra volta, non mi dispiacerebbe averla nel letto per tutta la notte, diciamo. Stavolta prendo invece la sua amica coi tatuaggi belli. Barfine 1000 e 3000 per lei in short time. Senza entrare in dettagli superflui è tanta roba, ma a parte una gran pecora e i tatuaggi, per il resto non è esattamente il mio tipo; troppo rifatta. Quando se ne va è ancora relativamente presto e decido di tornare al Magic Table per una birretta defaticante; ho i contatti delle tre birbe ma non mi interessano particolarmente, quindi vado direttamente lì a vedere come butta.
Il bar è bello affollato, solo che le ragazze più carine al momento sono due delle 4 clienti thai che stanno giocando a biliardo e cazzeggiando tra di loro all’interno. Mi si presenta una dello staff per l’ordine e siccome non mi andava di bere da solo e mi ispira le offro un drink. La mamasan mi riconosce e viene a salutare, poi mi sfida a biliardo. Perdo per stanchezza e perché la vecchia sa giocare ^^, poi faccio altre due partitelle con la tipa, che non sa giocare ma ha un gran culo, e dico in senso figurato, perché non ne vinco una. Alla fine si dimostra simpatica e giustamente maiala. Anche lei è la classica Sciatthai over 30, ma è una buona compagnia. Ho fame, le chiedo di ordinare del cibo, mangiamo, cazzeggiamo, beviamo. Poi investo altri 3000 Baht per lei e la stanza al piano di sopra. Non sono in modalità prestazione dopo l’intensa serata, e lei non è certo una modella, ma ci divertiamo e porto a casa il risultato. Torniamo giù, e quando il sole illumina la strada inizio a tirare i remi in barca. C’è ancora qualche cliente assiduo e le tipe che aspettano la fine del turno, diciamo che il bar è piuttosto attivo. Quando sto per andarmene la mia nuova amica mi chiede il contatto Line e mi dice di inviarle un messaggio quando arrivo a casa. Potrebbe sembrare premurosa, ma credo voglia solo capire se sono stato sincero nel dirle dove alloggio, perché quando ho detto che non volevo andare al mio appartamento per fare “boom boom” si è un po’ stranita sapendo che erano solo pochi minuti a piedi da lì. Comunque chissenefrega, tanto una più una meno non cambia niente. Almeno ho un porto sicuro dove attraccare quando non ho di meglio da fare ^^. Arrivo sul letto e siccome sono di buon cuore le invio la buonanotte, poi muoio sereno.
Venerdì ovvero ieri, apro gli occhi alle 14:00 vado al frigo ad abbeverarmi come un cammello assetato, mangio due mochi ai fagioli rossi, e dopo una sigaretta in balcone mi rimetto a dormire fino alle sette di sera. Torno a mangiare al Det5 verso le 21:00 e poi sento una strana voglia di pompa. Tento la sorte al Kasalong, e tra le diverse signore nongiovani sedute fuori c’è anche una un po’ più fresca che non mi dispiace. Scelgo lei e si da da fare, tanto che in venti minuti conclude il lavoro. 800 Baht meritati; fosse stata anche bella le avrei laciato la mancia, ma non ne vale la pena.
Poi raggiungo un viandante in Nana Plaza, o meglio, vado al Geisha, dove quella stronzetta della mia cameriera di fiducia mi lancia addosso una tipa, pure abbastanza carina tra l’altro, ma non scatta l’ammmore e la ributto in mare. Poi la stronzetta ci riprova e per quanto la possibilità fosse bassa mi dirotta addosso proprio la tipa dell’ultima volta, occhialetta. Offro un drink anche a lei ma poi decido di abbandonare la nave e mi sposto al Bunny 5.
Qui c’è una bolgia infernale, prendo una birra e osservo la situazione. Intanto l’amico viaggiatore mi dice che lui e l’altro sono passati al Geisha ma non mi hanno trovato e sono andati al Red Dragon. Ovvio, ero appena uscito. La situazione al Bunny è un caos, troppa gente, tra cui un gruppo di quelli che presumo siano clienti abituali residenti, a giudicare dalla confidenza che hanno tra di loro e con lo staff. Meglio tornare un’altra volta, non c’è nemmeno la loli mignon, non vale la pena restare. Vado al Red Dragon ma anche li è tutto pieno, troppo pieno per i miei gusti. Saluto gli amici e scappo fuori, andandomi a infilare al Lollipop del quale mi hanno parlato benino ultimamente, e devo dire che c’è del materiale interessante. Me ne sto una mezz’ora in mezzo a due sciagurate casiniste, ma una in particolare sembra degna di nota. Esteticamente è nella media, ma ha un caratterino niente male e sembra porca al punto giusto. Io però non ho voglia di concludere e dopo aver giocato un po’ con loro mi ritiro.
Mi do al cibo, torno al Nana Sea Food, prendo una zuppetta coi gamberi e guardo la gente che passa sul marciapiede. Diversi asiatici che si portano via Ladyboy di buona fattura, qualche viandante barcollante, personaggi buffi che bazzicano quel tratto di Sukhumvit Road, tutto nella norma.
Fumo l’ultima sigaretta sorseggiando l’ultima birra e poi me ne vado a letto tranquillo.
A volte è piacevole anche non fare niente.
Ora finisco di scrivere e qualcosa per oggi mi inventerò. Come al solito ci aggiorniamo tra qualche giorno.
A presto cari Amici Viaggiatori!














