Ciao cari Amici Viaggiatori!

In questa sera per me un po’ spenta dopo gli ultimi due giorni senza senso in cui ho dormito qualcosa come 3 ore in totale, credo di avere un po’ di febbre e la gola in fiamme, quindi dal solito terrazzino dell’Hyde di Soi 13, voglio parlarvi di quell’esperienza che se frequenti la thailandia prima o poi capita, e quando capita serve un cuore di ghiaccio, la mente lucida e un’alternativa rapida, per non caderci dentro con tutte le scarpe.

Mi riferisco a quando trovi una che ti piace davvero, non solo esteticamente, perché di certo c’è di meglio tra quelle con dieci anni di meno, ma in questo caso per gusti e follie molto simili e diverse altre cose che senti “a pelle”, che se non fosse una del mestiere e non vivessi dall’altra parte del mondo farei un pensiero a dedicarmi ad una sola. Parole forti dette da me che non riuscivo a volerne una sola nemmeno quando ero praticamente ammogliato parecchi anni orsono, lo so, ma in fondo sono umano. Per fortuna non è la prima volta, ho accumulato le difese necessarie per vivere l’esperienza e poi passare oltre senza impantanarmi, ma pensavo: “Cosa accade se capita a un “novellino” che arriva per la prima volta in Thailandia e si ritrova in una situazione del genere, magari dopo una storia seria finita male o con problemi cronici a trovare compagnia femminile da quando è al mondo, o che magari non ha mai avuto a che fare con l’universo delle mestieranti e non conosce il gioco?”

Ma intanto vediamo di cosa sto parlando e diamo un senso alla definizione di “Pericolosa” relativa a questo contesto, e non c’è modo migliore se non raccontarvi questa ennesima piccola avventura:

L’altra sera incontro un amico viaggiatore quasi mio concittadino di passaggio qua a Bangkok, ci fermiamo a un baretto di soi 7 per una birra e c’è una tipa che sono certo molti non definirebbero figa, occhialetti, un po’ di “baffetto” tipico di certe etnie (si dichiara mezza laotiana mezza cambogiana, ma di base anche le isaniane ce l’hanno quasi tutte, solo che in genere hanno la decenza di depilarsi) ma a parte questi dettagli non è niente male, e per quanto il collega ed io abbiamo gusti diversi, su questa direi che siamo d’accordo. Io avevo intenzione di incontrare più tardi la mia amichetta Ice che se n’era andata in mattinata e che conosco da un po’, quindi non considero molto la signorina e lascio che sia il collega a interagire con lei senza intromettermi, lei comunque tiene banco e non posso ignorarla del tutto, ha qualcosa che ispira nonostante tutto. Il collega conferma che le piace ma che è praticamente “allergico” al fumo, nel senso che non ne sopporta l’odore, e questa fuma almeno quanto me. Ci spostiamo quindi in Nana Plaza per un giro di Go Go Bar, Geisha, On Top, forse un altro, non ricordo, ma sempre con l’idea di fare notte con Ice non mi sento ispirato veramente da nessuna delle girls. Usciamo dalla piazza, lui dice che andrà al’lHillary in Soi 11, io voglio tornare un’oretta in appartamento perché sento il bisogno di una doccia. All’inizio di soi 4 incrocio Ice che probabilmente stava rientrando da uno “Short time”, di ritorno al bar dove lavora adesso, non che me l’abbia detto, ma quando la saluto al volo mi vede in compagnia e non ci intratteniamo oltre.

Mi concedo la benedetta doccia ma dopo un po’ mi torna in mente quella del bar di soi 7 e vado a vedere se per caso c’è ancora. La trovo libera e già un po’ mbriachella, una birretta, due chiacchiere, parla inglese meglio di me, scoprirò poi perché; alle 2:00 il bar chiude, il biliardo diventa un tavolo da gioco, e si trasforma in “bisca clandestina” dietro il tendone. Intanto mi arriva un messaggio su Line “I see you!”; è l’amica ladyboy che lavora con quella stronzetta di Baimon in un bar dall’altra parte della piazzetta. Ignoro il messaggio e seguo la corrente. Tutta gente allegra, alcuni direi abituali, soprattutto un po’ brilli. La tipa si fa due giri a carte perdendo 100 Baht, poi si arrende e mi dice che vuole andare a fare festa in soi 11. “Ok”. Si infila in un Tuk Tuk al volo, mi tira dentro e pochi minuti dopo arriviamo al Hillary 11. Ritrovo il collega propio vicino l’entrata, un po’ stupito da questa improvvisata, credo. La tipa ordina il cesto delle birre così occupiamo il tavolo; lei è praticamente di casa lì. Poi si presenta un poco più che mio coetaneo americano, che con aria sarcastica ma sorridendo le chiede se sono il suo nuovo boyfriend, lei giustamente dice di no e dice a me che quello è praticamente un suo abituale che a quanto pare caccia bei soldini quando vuole stare con lei. Saluta e se ne va, credo sia uno che conosce il gioco e quindi nessun problema.

Il locale poi “chiude” e ci spostiamo di sopra nella parte Disco. si beve, si balla, la tipa apprezza il mio starle dietro nel muoversi, nonostante non sia più giovane, nonostante siamo entrambi ubriachelli andanti. Il collega intanto è avvinghiato a una e poco dopo scomparirà portandosela via.

A un certo punto la tipa mi chiede se ho fame, le dico che sì, e me la porto dietro al Nana Seafood, quello all’angolo di soi 17. Lei di camminare proprio non ha voglia e deve pisciare. Appena arrivati corre in bagno e mi ritrovo solo al tavolo. Al tavolo alle mie spalle c’è Jom (l’ultima che ho avuto il piacere di “testare” al Magic Table ma non certo la migliore) insieme a due amiche. Mi riconosce da dietro in qualche modo e viene a salutare, mi alzo per abbracciarla e mi invita ad unirmi a loro. Non faccio in tempo a dirle che sono con un’amica, nel frattempo torna la tipa dal bagno, e dalla velocità con cui Jom è tornata al suo posto scusandosi credo che le abbia lanciato un’occhiata assassina per marcare il territorio di caccia. Dopotutto per loro si tratta pur sempre di lavoro.

Inizio a pensare che la “zona Sukhumvit” di Bangkok sia più piccola di quanto possa sembrare.

Altra birra, mangiamo sushi e altro, io ancora tengo botta, lei ha palesemente bisogno di acqua e di una doccia perché sta in botta. A metà strada mi chiede di portarla sulla schiena e me la carico su iniziando a correre con lei addosso per la sukhumvit mentre gli africani spacciatori a lato ripetono “‘sup bro ‘sup bro”. Lei conosce due parole di italiano, una di queste è Vaffanculo, e credo che anche loro non abbiano mai preso tanti vaffanculo tutti insieme. Noto che la gente ci guarda strano, qualcuno ride, uno pare faccia il tifo, effettivamente non è una scena che si vede tutti i giorni, ma perlopiù sono ubriachi anche loro e balorde o ladyboy in attesa di clienti, quindi “chissene”.

Arriviamo all’Hyde, anche il guardiano notturno se la ride, la disarciono e saliamo su. Appena entrati si spoglia e si accascia sul divano. Qui scopro che aveva solo gli shorts, di quelli un po’ “strappati”, e che probabilmente quando mi stava sulla schiena ha mostrato la figa per caso a diversa gente per strada. Mi viene da ridere, le offro dell’acqua, c’è il sonju in frigo, vuole quello. E va beh, ubriachiamoci male…

La successiva doccia ci rimette in piedi entrambi, anche troppo, perché sto per inforcare a crudo anche lei come la mia amica del giorno prima (lunga storia, ne parlerò al prossimo riassunto). Ci spostiamo sul letto e senza entrare in dettagli inutili mi fa dimenticare che la mia amichetta Ice esiste (ed è una con cui mi trovo parecchio bene, per dire). Ci addormentiamo, forse mezz’ora, poi riapro gli occhi ed è lì nuda sul letto. Non resisto. La sveglio con la faccia tra le cosce e ricominciamo; perdo il senso del tempo ma diventa giorno. Mi accorgo che forse mi piace un po’ troppo, poi richiudo gli occhi per un po’ ma mi risveglio poco dopo.

Lei dorme ancora, esco a fumare sul terrazzino, dopo un po’ appare dietro il vetro, prende da bere, si mette un asciugamano addosso e mi raggiunge per una sigaretta. Due parole, due bacetti, mi racconta che a lei piace la calma e che sulla Sukhumvit non ce n’è. Posso dire che è un piacere parlarci, non è la classica Sciatthai ignorante, direi che è una che sa il fatto suo. Mi chiedo perché faccia questa vita sregolata e non so veramente darmi una risposta che non sia “noia” o “denaro”. Torniamo dentro, altra doccia per riprendersi dal sonno e la “pecorizzo” appoggiata al vetro. Lei mi fa: “Ma così ci vedono da fuori”, “Lasciali guardare”, dico io, anche se al dodicesimo piano dubito che ci sia un grande pubblico a osservarci, ma dettagli. Scopare col panorama di Nana e dintorni come sfondo non ha prezzo, ma il sole inizia a picchiare e finiamo l’incontro sul letto.

Ci ricomponiamo, mi dice che deve andare a casa perché la sua “sister” che non è sorella ma è quella con cui vive con tutta la famiglia di lei, vuole che vada al tempio a pregare. Naturalmente penso sia la solita cazzata per dileguarsi, capita spesso. “Ok” le dico. Poi mi spiazza dicendo “Vuoi venire con me?”.  Questa non me l’aspettavo, non capisco se scherza o cosa; ma è seria. Ci penso un attimo e accetto. Prima di uscire però le metto in mano 2000 Baht, onde evitare fraintendimenti. Ringrazia e chiama il taxi.

Lei vive in zona Rama III, non lontano dal fiume, ci vuole una mezz’ora in auto per arrivare. Il classico sobborgo di Bangkok, Un condominio con troppi anni sulle spalle per essere definito decente, ma nemmeno troppo fatiscente. Le porte al piano terra sono tutte aperte, cosa che in italia non si vedeva nemmeno 40 anni fa. C’è un giardino comune, dove ognuno si fa i cavoli propri e tutto è di tutti. L’appartamento dove vive è occupato anche dalla sua “sister”, dal marito e i due figli. In casa al momento c’è solo la sister con la figlia piccola che gioca col tablet. Per entrare ovviamente ci si toglie le scarpe ma fuori c’è una schiera di ciabatte da usare per uscire. C’è un letto nella prima stanza che funge anche da cucina e tutto il resto. Poi ci sono altre stanze dietro, forse una sola, ma non voglio indagare. Chiedo di usare il bagno, c’è il wc col doccino e poi due gomme dell’acqua a terra, niente doccia, ma non è una novità, ho già una vaga idea di come sono queste abitazioni e non mi stupisco. Apre una sedia da campeggio, la piazza davanti a uno dei ventilatori e mi invita a sedermi intanto che va a cambiarsi. La Sister parla un po’ inglese e scambiamo due parole, scopro che ha un carretto del cibo e che il marito e il figlio più grande sono a lavoro, poi mi dice che l’altra dovrebbe bere meno e che è un po’ scema ma è una brava ragazza. Va beh, da un orecchio mi entrano dall’altro mi escono. Torna fuori lei vestita da turista, con una t-shirt bianca oversize e i pantaloni larghi con tanto di elefanti, quelli che vendono ai templi per i turisti, appunto. Quindi si mette un cappellino in testa e dice che è pronta, poi mi chiede se guido, così possiamo andare in macchina. C’è un pick up del marito della sister, nemmeno un brutto mezzo ma, a parte che non mi sognerei mai di guidare l’auto di qualcuno che non conosco in un posto che non conosco, le dico che non ho la patente internazionale e che in italia guidiamo a destra. Cosa che evidentemente conosce ma non aveva considerato. Quindi taxi. Arriva e salgo su con lei, la sister e la figlia. Dieci minuti per arrivare a ‘sto tempio sul fiume, il taxi lo paga la sister, mi offro di farlo io ma mi ferma. Il posto è carino e pacifico; del tempio non mi interessa molto, sto solo seguendo la corrente e lei è carinissima in questo contesto, pure troppo. Le dico che non mi interessa alcuna religione, mi guarda storto per un attimo come se le avessi detto che ha la mamma puttana, poi va a un banco ad acquistare del mangime per animali, un secchio pieno e una paletta, quindi mi dice di seguirla e andiamo verso una sorta di pontile sul Chao Praya, pieno di piccioni, si avvicina alla balaustra e lancia del mangime in acqua, dove escono fuori a mangiare un centinaio di pesci gatto  tutti ammassati intanto che i piccioni assalgono il secchiello poggiato a terra. Niente di così strano, sono rituali tutti loro, conosco ma non mi interessa troppo. Lei però è veramente carina e sembra divertirsi. Una persona diversa da quella balorda ubriaca in top e mini-shorts senza mutande in Soi 7.

Facciamo due foto sul pontile e poi loro vanno a inginocchiarsi a pregare col monaco mentre io resto in disparte a osservare. Mi chiede se va bene andare a mangiare qualcosa, approvo e ci spostiamo cinque minuti a piedi in un posto li vicino, un ristorante affacciato sul fiume, molto carino, un ambiente vagamente elegante, roba che in italia probabilmente farebbero pagare 100 euro a testa solo per il contesto, ma devo dire che si mangia anche bene. Ci sediamo fuori vista fiume, che non è propriamente un bel fiume ma fa atmosfera. Mi ritrovo li a mangiare con lei che mi mette cibo nel piatto, la bimba che curiosa mi vuole chiedere come mi chiamo e sua madre che le dice come fare in inglese, anche se una delle poche cose che conosco della lingua thai è quella, quindi non servirebbe. Situazione assurda, mi chiedo cosa ci faccio lì, poi guardo lei che osserva la scena, mi guarda e sorride, e ottengo la mia risposta. Troppo carina, desicamente troppo. Alla fine spendo 1500 Baht, mangio bene e mi faccio due risate. Direi che ci sta.

Torniamo in taxi di nuovo a casa sua. Di nuovo paga la sister. Mi chiede se voglio restare lì o tornare a casa. Ci penso un attimo, sarebbe interessante, ma non mi sembra il caso, tanto più che un attimo dopo tornano gli altri, escono dei vicini a ciarlare tra di loro, e il posto diventa un tantino affollato per i miei gusti. Le chiedo cosa vuole fare lei. Mi dice che se voglio stare da solo resta lì, altrimenti viene con me. Scelgo la seconda, ho ancora voglia di lei. Chiama il taxi, c’è traffico, ci mette un po’ ad arrivare. Mi invita ad entrare ma sinceramente mi sento estraneo alla situazione e nonostante sembrino tutti gentili non mi va. Resto fuori a fumare, arriva il taxi, saluto e andiamo via.

Nel tragitto di ritorno mi fa “Scusa, devo fare una cosa”, e siccome aveva ignorato diverse chiamate dalla sera prima immagino cosa. Chiama un tizio in UK, lei dice il suo ex marito, può essere vero, o magari è solo uno sponsor di lungo corso o qualcosa del genere, perché gli chiede di sua madre e parlano di una casa a Hua Hin, mentre lui ne ha comprata una a Koh Samui, e gli chiede quando le invierà altri soldi perché i 10000 Baht della settimana scorsa li ha finiti. Gli dice che sta andando in Sukhumvit a fare shopping, che ovviamente è da sola, e altre stronzate che mi fanno provare pena e compassione per quel tizio dall’altra parte del mondo. Insomma, solite cose già sentite. Intanto mi tiene la mano come se potessi scappare o cosa non lo so, e non ho idea di cosa passi nella mente perversa di queste balorde, è difficile dirlo.

Termina la chiamata in malo modo, dicendogli di mandarle i soldi perché deve contribuire alle spese in casa della sister, di non rompere e che lo chiama lei quando ne ha voglia. Domanda di nuovo scusa, le dico che non sono stupido, conosco il gioco e non c’è problema. Ride e mi molla un bacetto. Mi racconta un po’ delle sue cose, che per quanto non mi interessino particolarmente è sempre curioso ascoltare storie, e capisco che conosce l’Europa perché l’ha girata con questo presunto ex marito. Non è una ragazzina, è del 92, e per la vita che fa e che ha fatto ha probabilmente più esperienza di stare al mondo di una cinquantenne media italica, ma ha un corpo e una vitalità che mediamente le trentaquattrenni italiane si sognano svegliandosi bagnate.

Arriviamo al mio appartamento, è troppo carina vestita così, ma senza vestiti la preferisco. Riperdo il senso del tempo, qualche ora a base di sesso in qualunque modo mi venga in mente. Mi ripete che scopo bene, posso anche crederci, non mi cambia molto, e quando lo dice una puttana ci credo col beneficio del dubbio, anche se la sua faccia mentre lo dice dà un senso alle sue parole. Resta il fatto che sia pazza almeno quanto me ed è tutto molto bello. Poi alla fine capitolo e crollo, non ho più niente da dare, ho dormito poche ore in due giorni e sono sfinito. Restiamo a coccolarci abbracciati sul letto, ora è di una dolcezza disarmante, beata e rilassata, apparentemente in pace col mondo, che se non fosse una mestierante potrei quasi perderci la testa per una così. Ma naturalmente, per quanto possa magari provare piacere e trovare piacevole la mia compagnia come io la sua, io resto un cliente e lei una mestierante, seppur con le modalità thailandesi che a volte confondono le idee.

Le dico che devo riposare, ho bisogno di dormire, e se lei resta lì non dormo. Dice ok, che non deve lavorare ma va dalle amiche al bar, e ci vediamo più tardi. Chiudo un po’ gli occhi ma non riesco a dormire, vado a salutare l’amico all’orange, che se mi riprendo magari più tardi la chiamo. Bevo una birra ma sono uno straccio e me lo dice anche lui, quindi dev’essere evidente. Mi ritiro, le dico che ho bisogno di riposare ancora, mi dice che se voglio viene da me, le dico che non è il caso perché sarei noioso, saluto e finalmente dormo come un bimbo. Lei probabilmente sarà andata a scopare con uno dei suoi abituali o qualcun altro, fa parte del suo lavoro anche se dice che non va con chi non le piace, anche se a giudicare dai due tizi che ho visto non è molto credibile, ma presumo che paghino bene e quindi ci sta.

Questa mattina mi sveglio tutto rincoglionito, indolenzito e con la gola in fiamme. Ok che abbiamo scopato come due selvaggi notte e giorno, ma credo sia solo una botta di sfiga unita alla mancanza di sonno; comunque oggi non ho combinato niente, sono sceso al 7 eleven a comprare il paracetamolo e mi sono rimesso a letto. Ora dopo aver dormito e fatto una bella sudata senza condizionatore sto un po’ meglio, e spero di essere in forma per domani, ma a parte questi dettagli è stata una bella esperienza.

La morale in tutta questa storia è che se trovi la persona giusta, ti diverti, ci stai bene, ci passi del tempo insieme anche fuori dal letto e segui la corrente, va benissimo. Io frequento meretrici nei locali europei da vent’anni e thailandesi da dieci, mi è giù successo e in alcuni casi ammetto che sia stato difficile restare coi piedi per terra, ma ormai un po’ di esperienza posso dire di averla, e non parlo di esperienze sessuali, quello è ovvio, parlo di esperienza nel gestire le emozioni che possono scaturire in certi casi per chi non è abituato a certi contesti e alla maestria di certe mestieranti nel far innamorare i clienti per fidelizzarli o trasformarli in sponsor. Che poi ci possa essere un fondo di verità quando dimostrano di aver piacere di stare con te piuttosto che con altri, ci sta, ma come accade con te accade sicuramente con altri ancora, ed è normale.

Il punto è che se queste situazioni riescono a smuovere i sentimenti di un “arido puttaniere” come il Redattore, cosa succede quando la stessa cosa capita a un “novellino” che non conosce il gioco?

Succede che diventa difficile ragionare con la testa e distinguere la realtà dalle bugie, che l’illusione prende il sopravvento su ciò che è vero e che uno finisce di perdere la testa per una tipa che il giorno prima e quello dopo è nel letto di un altro a fare e dire le stesse cose in un loop infinito, perché quella è la sua vita. Poi come dico sempre, sono esseri umani anche loro, è normale che abbiano preferenze, ma alla fine sempre di lavoro si tratta, e spesso l’unica cosa che amano davvero è il denaro. Per questo sono Ragazze Pericolose, perché al contrario della strafiga che trovi in un Go Go Bar e la paghi e fa il suo dovere e poi scompare, queste te le ritrovi stampate in testa e non sai nemmeno perché, ma ci pensi e ci ripensi e non riesci a mollarle del tutto, anche se sai che è un’illusione, anche se sai che non ti porterà niente di buono. Siamo umani, fa parte del gioco.

In sostanza, sapendo che non tutti hanno la giusta corrazza mentale per difendersi, voglio solo mettere in guardia chi è alle prime esperienze in questo mondo e chi è in cerca di affetto piuttosto che di sesso e divertimenti, perché sono questi i soggetti più a rischio.

Bisogna sempre ricordare che se non ragioni con la testa e ti fissi su una, nel migliore dei casi diventi il suo sponsor inviandole soldi mentre lei si diverte con altri un giorno dopo l’altro. Nell’ipotesi peggiore invece ti rovini la vita infognandoti fino al collo in una situazione impossibile da gestire pensando che lei sia “diversa” e che tu la possa “salvare” da quella vita, anche se lei non vuole affatto essere “salvata”, perché è quella la vita che vuole fare, è una sua scelta, almeno finché non sarà troppo vecchia e stanca per riflettere su quella che è stata la sua esistenza.

Di certo è vero che in alcuni casi le cose vanno a finire bene, io stesso conosco alcune coppie nate così che durano da dieci o vent’anni, ma sono eccezioni e spesso comportano anche figli e famiglie a carico, come minimo. Ma un vero puttaniere non cerca l’amore, cerca il sesso e il divertimento, non vuole una moglie, vuole cambiane una al giorno, con tutte le emozioni che può dare un’esperienza diversa ma che va presa per quello che è: Un bel gioco, una parentesi, uno svago diverso, uno sguardo sull’altro lato della barricata, un bel ricordo. Quando diventa qualcosa in più iniziano i problemi, e non è quello che vogliamo, altrimenti ameremo una moglie con cui invecchiare, non le giovani meretrici allegre.

Ma ora per me è il momento di dormire, e per voi di pensare alla prossima avventura, ricordando di tenere sempre il cervello accesso tra una scopata e l’altra per non restare impigliati nella ragnatela delle Ragazze Pericolose. E non dimenticate mai che per loro voi siete le prede, non i cacciatori, anche se alcune sono decisamente brave a illudervi che sia il contrario ^^

Alla prossima cari Amici Viaggiatori!