Ma ciao cari Amici Viaggiatori!

Dopo un altro giro di 24 ore tra Nana, Asok e Phrom Phong, in queste prime ore del mattino con ancora addosso il profumo dell’ultima Sciatthai, mi sento ispirato a stilare una breve lista delle cose che adoro e di quelle che mi danno fastidio. Magari non serve a niente, ma voglio condividere con voi queste impressioni a caldo, e chissà se la pensiamo allo stesso modo.

Partirei da quelle negative, che non sopporto o che se non esistessero sarebbe tutto più piacevole:

  1. Gli africani spacciatori che infestano Soi 11 e la zona sotto la stazione BTS di Nana, quelli che ogni volta che gli passi accanto senti “‘sup bro, ‘sup bro” come se stessi giocando a GTA (sia chiaro che non ce l’ho con tutti gli africani in quanto tali, ma mi riferisco a quelli sopra descritti, che sono quantomeno fastidiosi. Di solito li ignoro come se non esistessero, ed è la cosa giusta da fare, ma ogni tanto gli dico “Muori” in italiano, sperando che qualcuno conosca quella parola). Certo è che qualcuno deve pagare veramente bene la polizia locale perché alrimenti non ha senso che siano ancora lì a rompere le palle ai passanti.
  2. Gli indiani che passano con l’orologio tarocco in mano e te lo mettono davanti ripetendo “Sir, Sir, look Sir..”. Anche questi sono passivamente molesti, nel senso che hanno la faccia come il culo e vengono a rompere le palle anche mentre mangi o bevi una birra affacciato sulla strada in qualche bar o ristorante. Sono anche più pedanti degli spacciatori africani, e onestamente è un piacere mandarli affanculo, solo che dopo 4 o 5 diventa noioso, quindi dovrebbero crepare dal primo all’ultimo anche loro se volessero rendersi utili all’umanità (poi che mal sopporti gli indiani in generale è un’altra storia, e non è razzismo fine a se stesso, è proprio il modo in cui  generalmente vivono e si presentano al resto del mondo che mi irrita, potrebbero essere anche verdi a pallini fuxia, non cambierebbe il giudizio).
  3. Le ragazze/donne invadenti. Di questa categoria fanno parte tutte quelle che dopo un rifiuto o un No in seguito a una richiesta di drink insistono fino allo sfinimento o tornano ciclicamente alla carica anche se sei in compagnia di una loro collega e palesemente non le vuoi tra i piedi. Purtroppo sono spesso generoso e mi capita di offrire a qualcuna per beneficenza anche se sono interessato a una sola delle presenti. Ci sta, uno o due drink non mi rendono povero e per la logica dei bar fanno atmosfera. Ma alcune proprio non capiscono quando devono smettere di stressare, e così facendo passano da neutrali a antipatiche.
  4. Turisti strafottenti e rincoglioniti. Meno invadenti delle categorie sopracitate, ma altrettanto fastidiosi, i turisti strafottenti sono quelli convinti di poter fare tutto quello che vogliono senza rispettare le basi dell’educazione, ma spesso hanno anche l’attributo del “rincoglionito” e te li ritrovi fermi in mezzo al marciapiede in gruppo a intralciare tutto, oppure altrove, senza mai curarsi di rispettare le semplici basi del quieto vivere e del saper stare al mondo. Non sono propriamente molesti ma decisamente fastidiosi quando li vedi o ti intralciano inutilmente il cammino.
  5. Le famigliole con prole al seguito. Questa è forse un po’ ingiusta, ma è riferita soprattutto a chi pascola coi propri pargoli recando disagio agli altri, in particolar modo nelle zone pincipalmente dedicate al meretricio. Immagino che qualcuno ci si ritrovi per errore, ma altri no. Capita spesso di trovare famiglie dai tratti arabeggianti con una manciata di pargoli al seguito allo stato brado, cosa che li rende fisicamente fastidiosi perché tra mogli chiatte e bambini rincoglioniti hanno la capacità di ingombrare qualunque passaggio, dai tornelli della BTS ai marciapiedi. In verità dev’essere proprio una caratteristica di certe etnie, perché non ho memoria di aver visto famigliole caucasiche con bambini a passeggio tra meretrici e ladyboy. Fortunatamente sono perlopiù circoscritte ai dintorni del quartiere arabo di Nana, il che spiega in parte perché si trovino lì, ma a parer mio resta comunque uno scenario fuori luogo per portare in giro i pargoli di notte.

Passiamo ora alle cose che più adoro dei quartieri “Luna Park” di Bangkok:

  1. Le Sciatthai. Ebbene sì, non per niente ho coniato io stesso questo termine scrivendolo per la prima volta in un gruppo di puttanieri che simpatizzano per la Thailandia. Per chi ancora non ne conoscesse il significato, la parola indica quelle ragazze/donne thailandesi che generalmente lavorano nei bar o contesti simili e non sono né particolarmnete fighe né particolamene brutte, si vestono come capita, sono mediamente casiniste e di compagnia oltreché generalmente disponibili, e spesso indossano delle ciabattine anche quando sono tutte in tiro. Le considero l’anima dei quartieri notturni di Bangkok, insieme alle signorine della categoria successiva.
  2. Le GoGo Girls. Generalmente più giovani e più fighe (ma non è sempre vero) delle Sciatthai, sono le ragazze che lavorano nei Go Go Bar; solitamente vestite in bikini o poco più, a volte nude dentro i locali, sono una delle cose migliori che si possa incontrare a Bangkok (e anche altrove). Non tutte sono simpatiche o volenterose, ma escludendo quelle troppo “pushy” e i “pezzi di legno”, sono in genere piuttosto sexy e di compagnia, oltre che decisamente disponibili; in fin dei conti è il loro lavoro, e per fortuna ce ne sono tante che lo fanno bene.
  3. Le Pompinerie. Qui mi riferisco proprio alla categoria di locali più che alle signorine che ci lavorano, che possono essere più o meno piacevoli e più o meno brave. Pump Station, Pink Salon, Bj Bar, Pompinifici, chiamateli come volete ma restano sempre luoghi dove si va per ricevere un servizio orale e solo quello. Economici, pratici, praticamente anonimi e senza perdite di tempo, sono i luoghi ideali per togliersi una voglia improvvisa senza impegno. La cosa buona è che ce ne sono tanti; quella meno buona è che potrebbero essercene anche di più. Restano comunque una delle cose migliori a disposizione, almeno per chi spesso preferisce un pompino fatto bene a una scopata mordi e fuggi.
  4. I Massage Full Service. Ovviamente questi sono una delle cose più piacevoli, rilassanti e appaganti che si possano trovare a Bangkok in queste zone. Ce ne sono decine e decine, difficile trovarne uno che non sia buono, anche se l’esperienza sottotono può sempre capitare. La maggior parte è concentrata in poche vie: Soi 33, Soi 22, Soi 26, ma di base ce n’è almeno uno in ogni Soi, e sto parlando solo di quelli che hanno il Full Service nel Menu; se contiamo anche quelli non espliciti dove comunque si può ottenere un servizio extra, allora sono praticamente impossibili da contare perché sono troppi. A questi aggiungerei quei locali dove non c’è il massaggio ma viene offerto solo il Full Service, anche se purtroppo sono pochi, direi un paio. Ci sono poi alcuni massage dove l’esperienza del massaggio è veramente superflua ed evitabile, e quindi sono assimilabili a questi ultimi, anche se generalmente non hanno lo stesso ottimo rapporto qualità prezzo per chi cerca una semplice scopata senza contorno.
  5. Cibo ovunque a tutte le ore. Ebbene sì, sono uno di quelli a cui piace molto il cibo thai, ma in generale mi piace mangiare; e trovo che mangiare alle 4 di notte in un bar in compagnia di una o più Sciatthai sia una delle cose più rilassanti e “genuine” che si possano trovare in queste zone, perché se è vero che di solito ti fanno sentire a tuo agio e ti coccolano perché sono lì a lavorare, è anche vero che per qualche strano motivo quando mangiano sembrano più “naturali”, o almeno è questa l’impressione. Magari non sempre, magari non tutte, ma spesso la sensazione è quella. Comunque a me piace mangiare quando ho fame e non ad orari prestabiliti, e qui si trova sempre qualcosa di buono a tutte le ore praticamente ovunque.
  6. Il Clima. Banale e scontato, ma per chi odia il freddo come il sotoscritto, il clima di Bangkok è il top; pur con le piogge in “estate”, che poi di solito sono acquazzoni che durano un’ora o poco più e sporadiche pioggerelle che si asciugano prima di cadere a terra. Qui il freddo non esiste, la temperatura minima di notte resta sui 20 gradi nel periodo secco e più fresco, e le massime non sono poi così eccessive a meno di non stare soto il sole in pieno giorno. Certo, l’umidità si fa sentire, ma dopo un po’ ci si abitua e non fa più paura, anzi, l’effetto sauna diventa quasi piacevole o comunque preferibile al clima troppo secco. Non lo metto in cima alla lista solo perché esiste anche in altri paesi, ma sommato al resto è uno dei principali motivi per cui ho intenzione di vivere qui appena mi sarà possibile.
  7. La BTS. Sembra stupido inserire un trasporto pubblico in questa lista, ma lo sky train rende tutto più facile. Le fermate sono ottimi punti di riferimento, servono come cavalcavia, riparano in caso di acquazzone improvviso e collegano vari edifici e centri commerciali senza dover scendere in strada. Ma la funzione principale è quella di portarti da un punto all’altro in poco tempo e soprattutto in tempi certi e con poca spesa. Vero che ci sono i taxi, ma spesso il traffico in strada è incasinato o bloccato, e trovo che i mototaxi siano più utili per brevi tratti in strade più remote piuttosto che per scorrazzare su e giù per Sukhumvit Road.
  8. I 7/Eleven. I piccoli supermercati dove trovi di tutto, dai preservativi ai medicinali da banco, dal cibo alle bevande, ma anche SIM telefoniche, sigarette, e qualsiasi accessorio/oggetto utile possa venire in mente. Questi mini-market aperti 24 ore su 24 sono la massima espressione del classico “Un po’ di tutto”, e in queste zone puoi trovarne spesso uno a poche decine di metri dall’altro, mediamente uno per ogni via, sovente anche di più. Non saprei davvero farne a meno.
  9. I Thailandesi. Ultimi ma non meno importanti e inquadrati in una grande categoria che li raccoglie tutti, per quanto assolutamente non privi di difetti e mancanze, non sempre piacevoli da avere intorno e in certi contesti si comportano un po’ da “napoletani”, nel senso che si credono furbi e pensano che tutti gli altri siano rincoglioniti, perdendo così in certi casi un buon cliente o una buona pubblicità spontanea come nel mio caso; trovo che i thailandesi in generale siano poco molesti e mediamente socievoli, o meglio, al contrario dell’italiano medio che non riesce a farsi i cazzi propri ma se hai bisogno di aiuto si gira dall’altra parte, mi sono fatto l’idea che il popolo thailandese abbia la tendenza a non intromettersi nelle faccende altrui, ma non si tira indietro se hai bisogno di qualcosa o se per caso hai un problema. Poi ovviamente c’è di tutto, ma l’impressione dopo tanti anni è questa. Li confronto con gli italiani perché lo sono anch’io, ma credo sia un paragone valido per molti altri europei/occidentali.

E niente, sicuramente ci sono altre cose che al momento non mi passano in testa, ma a grandi linee questi sono i pro e i contro dello stare in questo grande Luna Park. Almeno per me è così, ma sono certo che ognuno avrà le proprie preferenze, e questo è sempre un bene. altrimenti ci ritroveremmo tutti a fare le stesse cose negli stesi posti con le stesse persone, e non è uno scenario molto allettante, no?

Sto pensando di aprire un gruppo per discutere di questo ed altri argomenti con voi tutti, anche per quanto riguarda i locali europei, ovviamente. Magari fatemi sapere se vi sembra una buona idea, qui c’è il modulo Contatti e leggo tutti i messaggi che arrivano, sentitevi liberi di scrivere.

Dal vostro Redattore a Bangkok è tutto, ora devo assolutamente dormire, poi esco, e dopo la piacevole nottata di ieri chissà cosa mi riserverà la capitale oggi.

Ciao ciao Amici Viaggiatori!