Quest’ultima settimana a Bangkok è stata molto “standard”, per quanto lo possa essere una settimana nel caos della capitale, ovviamente. L’unica cosa veramente fuori dalle righe è che ho deciso di restare qualche giorno in più, infatti avevo il volo di ritorno con il solito Boeing 777-300ER di SWISScon scalo a Zurigo e partenza da Bangkok a mezzogiorno del 2 Settembre ovvero ieri, ma avendo il biglietto flessibile ho trovato un A350-900 di Lufthansa che parte venerdì 5 alle 23:00 con scalo a Monaco per un centinaio di euro di differenza, e dopo aver rimandato gli impegni lavorativi alla settimana successiva ne ho approfittato; poi il karma ha deciso di punirmi per questa mia sfacciataggine, ma ne parliamo alla fine.
In questi giorni ho ripreso la routine delle pompinerie, tra 7-Heaven, Vovo, Secret Kiss e Dopu, alle quali ne ho aggiunta un’altra ovvero un BJ Bar di nome Duangporn Haven, che si trova in Soi 16 a due passi dalla BTS di Asok, che tecnicamente è proprio un bar con tanto di biliardo e con le stanze al piano di sopra, ma anche se è effettivamente possibile fermarsi per una birra, potenzialmente il locale non sarebbe affatto male, un classico bar con spazio esterno e qualcosa in più ai piani superiori, ma nonostante sia pulito e vi siano una decina di ragazze viene utilizzato quasi esclusivamente come Pompineria, o per il Full Service se lo si desidera, ma non come Bar. In questa settimana ci sono stato due volte, la prima sono andato lì senza grandi aspettative ma ho visto subito una tipina che mi ispirava quindi l’ho presa al volo ed è stata adorabile oltre che veramente brava nell’arte della Fellatio, talmente brava che due giorni dopo sono tornato lì e senza pensarci troppo ho fatto il bis con lei che si chiama Kiki e non mi ha deluso. Magari la prossima volta cambio per capire come sono le altre, ma lei si è guadagnata anche la mancia in entrambi i casi. La spesa per il BJ al Duangporn Haven è di 800 Baht che si pagano all’uscita, e volendo ci si può intrattenere per una birretta perché comunque il bar anche se praticamente inutilizzato c’è ancora, e per i dettagli inserirò la scheda di recensione nell’apposita sezione appena trovo il tempo di scriverla.
Per quanto il Secret Kiss e il Dopu vengano etichettati principalmente come Pump Station io ci sono tornato anche per il Full Service. Al secret Kiss mi sono concesso il piacere di un bj con Milky, l’unica disponibile in quel momento, che è una discreta cavallina sui 25 anni, fisico bello tosto da “pornostar” e due belle tette siliconate ma morbidose e ben fatte (è andata a farsele in korea dice lei, e che sia vero o meno non mi interessa ma il chirurgo ha fatto un ottimo lavoro), la ragazza è molto energica, quasi aggressiva nella fellatio, affonda senza troppa esitazione e usa la tecnica dello stappa-bottiglie con la bocca, che a qualcuno può piacere e ad altri può dar fastidio (diciamo che è un modo di fare più diffuso tra certe rumene da bordello che non dalla classica thai girl), personalmente non mi dispiace ma non era esattamente quello che mi aspettavo poiché in certi casi adoro il “crescendo” della situazione e partire subito in quel modo mi ha un po’ rovinato l’atmosfera, probabilmente lei è più adatta per una scopata, ma tant’è, arrivo a conclusione col regale augello che invoca pietà e non sa se amarla o odiarla per come l’ha trattato^^. Il giorno seguente ci sono tornato appositamente per ripetere il “Full Service” con la dolce Donut che è stata ancor più soddisfacente dell’ultima volta; 2200 Baht spesi benissimo e la mancia standard di 200 per lei che se la merita tutta.
Al Dopu invece ci sono tornato una sera intorno alle 22:30, orario che non è il migliore per questo genere di attività ma che può riservare piacevoli sorprese per chi ha l’audacia di tentare la sorte. Arrivo in Soi 26, raggiungo il locale, apro la porta, vado verso la reception in fondo al corridoio… Il deserto. Nessuno in vista, né ragazze, né mamasan, sono solo e c’è un silenzio inquietante, poi vedo due figure femminili che ciarlano nel vicolo oltre la porta sul retro, una nota la mia presenza, si affaccia e mi invita a seguirla nel locale di fianco, lo Spicy, spiegandomi che le ragazze sono tutte lì poiché è la stessa cosa e lavorano in entrambi i negozi (cosa che già so, ma apprezzo l’informazione). Quello che invece non so è che ci sono solamente 4 signorine e il Menu di questo Spicy è diverso da quello del Dopu, infatti qui da quanto riesco a capire sul vago menu che la signora ha in mano, il servizio completo viene offerto a partire da 1900 Baht, ma vista l’ora tarda e la mancanza di clienti la mamasanTissima mi fa “un’offerta che non posso rifiutare”, Full Service con due girls per 60 minuti a 2200Baht. Delle 4 disponibili 2 sono completamente fuori target e fuori età per quanto mi riguarda, le altre due invece sono Paeng (che non so se è esatto ma comunque ha un suono molto simile, ed è quella dell’altra volta) e la seconda è molto diversa da lei, più bassa, carnagione più scura, forme più marcate, quasi “latine”, un bel seno, un bel culetto e un viso meno bello, non da bambolina ma più da monella. Entrambe sorridono e ammiccano, lascio l’atmosfera sospesa per godermi la scena di queste quattro mestieranti che mi fissano insieme alla mamasan col menu in mano che ribadisce l’offerta, poi indico le due balordine sorridenti e vengo scortato su per la scala al primo piano dove c’è il banco della reception poiché tutta la scelta si è svolta praticamente fuori dalla porta dove erano accampate le girls a ciarlare tra di loro, pago i 2200 concordati, mi viene offerto l’uso della toilette di cui stavolta approfitto e quindi le mie due signorine peccatrici mi portano al secondo piano in una stanza senza infamia e senza lode, una doccia dove si entra bene anche in tre, un letto abbastanza rigido da massaggi ma non scomodo per quello che dobbiamo fare, e un grande specchio su un lato per tutta la lunghezza del letto che di fatto è incastrato tra due pareti, cosa che si rivelerà utile nel corso dell’intricata prestazione. Non voglio entrare troppo nei dettagli perché diventerebbe un’inutile cronaca porno, ma riassumendo posso dire che a partire dalla doccia fino all’ultimo minuto è stato tutto molto memorabile, la signorina Paeng si riconferma come una delle migliori di sempre, e la sua collega (Noey, se non ricordo male, ma non è che fossi troppo concentrato sui nomi in quel momento) è pienamente all’altezza seppur meno bella dell’altra, tant’è che dopo averla avuta sul regale augello mentre l’altra mi stava con la figa in faccia, a un certo punto quando abbiamo cambiato posizioni e sono impegnato nella sacra pecora con Paeng, lei sta in piedi davanti a me sopra la collega, con una mano appoggiata su una parete e una gamba alzata col piede sull’altro muro intanto che se la fa leccare senza ritegno, provo a infilarle un dito nel deretano e non vengo fermato, fa un mezzo contorsionismo per prendere il lubrificante sul letto e mi invita a procedere, poi aggiunge che se voglio scoparla in culo posso farlo se le do qualcosa in più… La proposta mi piace e sono tentato, ma la pecorella sotto di lei mi piace di più e in quel turbinio di vulve e altri pertugi dopo un po’ mi lascio andare con due dita in quel culetto esplodendo dentro l’altra appena volgo lo sguardo allo specchio e vedo quella scena irresistibilmente perfetta. E questo è il motivo perché non voglio entrare troppo in dettagli inutili, che poi ci penso e mi lascio prendere la mano nel descriverli, ma passiamo oltre…
Naturalmente sono tornato più volte anche al 7-Heaven che resta il mio posto preferito per una mezz’ora di relax, e oltre alla mia favorita Tokyo e la sorprendente Mali che non delude mai, ho conosciuto anche una certa YU, infaticabile e con un livello di “porcellosità” di 8 su 10, dove il 10 va a Mali, ma fisicamente appena sufficiente, a parte quelle maledette tettine di marmo da teen che sono uno dei miei punti deboli, in senso buono, s’intende.
Volevo poi tornare al Madame Claude, che adesso si Chiama Lacha 869 Massage o semplicemente Lacha massage, ma ho chiesto ad un amico residente e mi ha detto che di fatto è cambiato solo il nome, quindi ho deciso di lasciarlo alla prossima volta anche perché escludendo la bella location il servizio di BJ non mi aveva entusiasmato troppo e per i massaggi avevo in mente altre opzioni.
Sono quindi andato al Toro di Soi 33 che si riconferma come un buon centro dove godersi un Nuru Massage fatto bene, non a livello del Kokoro per quanto mi riguarda, ma è una buona esperienza e ci sono diverse ragazze piuttosto carine, l’ambiente merita è nel totale vale una visita se non ci siete mai stati. Poi quando venivo via dal lì ho dato un’occhiata dentro al 666 class e ho notato che c’era tanta bella robina dentro, quindi ho deciso che ci sarei andato il giorno seguente.
Al 666 Class sono andato nel tardo pomeriggio, il negozio è affacciato in Soi 33 una trentina di metri prima del Toro, all’angolo del vicolo dove si trova il Daisy Dream, altro centro massaggi molto conosciuto, e in mezzo a decine di altri postriboli per tutti i gusti. Il 666 è un luogo più affine al senso estetico dei koreani, lo si capisce dalla media estetica delle girls, pelle chiara e ritocchini estetici qua e là per farle sembrare il più possibile delle bamboline, anche se non tutte uguali e non così estreme, e dall’ambiente fin troppo sfarzoso e sbrilluccicoso (come solo koreani e russi e pochi altri osano amare). Io per fare il paraculo e non essere etichettato subito come “il solito occidentale buzzurro” sono andato ben vestito e in ordine, perché è vero che si tanto si deve pagare, ma è anche vero che male non fa, se poi sia servito a qualcosa o meno non lo so, ma di fatto sono stato accolto nel migliore dei modi. La receptionist mi ha fatto accomodare su un divano e mi ha esposto le varie opzioni, il listino prezzi non è dei più lineari, e nel dubbio ho scelto il Nuru da 90 Minuti per 5000Baht, quindi mi hanno offerto da bere e sono apparse una quindicina di ragazze in fila per la scelta, almeno 5 le prenderei a occhi chiusi, altrettante sono nella media delle ventenni loro pari e le restanti non vibrano nelle mie corde ma farei fatica a dire che siano brutte. Scelgo quella che mi sembra il giusto compromesso di doti tra le più carine, altezza media, seno importante, capelli lunghi, viso da bambolina, un bel sorrisetto malizioso e occhi con lenti color ghiaccio. Le altre se ne vanno e la mia prescelta mi accompagna al piano di sopra. Mia per i prossimi 90 minuti di nome e di fatto, infatti la signorina si dichiara ventenne di età e MIA di nome. La stanza ha un’impostazione tra l’elegante e il dark con mattonelle nere lucide, pareti nere, soffitto nero piuttosto basso, soltanto l’area dedicata a idromassaggio e nuru è più chiara e fa un bel contrasto, accanto al letto c’è il classico specchio e anche il materassino del nuru è nero in contrasto col pavimento, un bel colpo d’occhio nel totale, ma ancora meglio è MIA quando si toglie i vestiti. La ragazza ci sa fare ed è molto audace e stuzzicante già nel bagno in vasca, tant’è che il primo shot arriva stranamente poco dopo quando si prodiga in una fellatio semi-subacquea che mi fa vedere le stelline. Il Nuru è sul livello di quello del Toro, lei usa sapientemente il seno e la spazzolina che ha in mezzo alle gambe per massaggiarmi tutto e quando mi fa girare a faccia in su rianima il regale augello tra le boobs con una certa maestria e lo accoglie di nuovo in bocca come prima, ma è troppo bellina e me la voglio giostrare sul letto per godermi la Sacra Pecora© allo specchio. Purtroppo non è la sua posa più congeniale e per quanto non sia male non da il meglio di sè, ma quel bel faccino merita di essere guardato e la classica missionaria è un piacere con lei che mantiene il contatto visivo fino alla fine quando sono io a chiudere gli occhi e vedere di nuovo le stelline aggrappato a quelle tette mentre mi lascio andare per poi morire sfinito e beato tra quelle cosce. Lei poi è premurosa in tutto e per tutto finché non esco di nuovo dal negozio, così come dovrebbe essere sempre in questi posti che offrono esperienze memorabili, magari non esattamente economici per i prezzi thailandesi ma decisamente poco dispendiosi se paragonati a servizi simili in Europa, ammesso che riusciate a trovarne a questi livelli, e non è facile.
Mi sono già dilungato troppo su questi dettagli e per concludere posso dire che stavolta non sono stato molto nei GoGo di Nana Plaza, e per quanto sia stato di nuovo al Bunny 5 che è interessante sebbene ci sia quella rompiscatole di Bow che mi sta simpatica ma mi sta anche un po’ sul cazzo a tratti, e abbia visitato una sera il Rainbow 3, che però non mi ha entusiasmato, tant’è che poi la stessa sera sono andato a trovare la mia vecchia amica mamasan del Butterlies che adesso lavora in questo nuovo Go Go chiamato On Top, un bel locale quasi elegante, con un’impostazione un po’ fuori dalle righe rispetto al classico GoGoBar di Nana, che non saprei dire se sia un bene o un male, ma se vi piace più la forma che la sostanza (e per sostanza intendo la caciara da GoGoBar più grande e dispersivo) merita una visita, meglio ancora se siete almeno in due, perché i divanetti sono molto accoglienti ma difficilmente v eli faranno occupare se siete da soli e dovrete accomodarvi su uno sgabello in zona bar, cosa che ho fatto anch’io in compagnia poi di una signorina molto attiva che mi ha intrattenuto per un’oretta anche se poi non ho concluso con lei perché non va molto d’accordo con la lingua inglese e ho trovato di meglio da fare altrove. Ma in generale ho dedicato più tempo ai Bar, come quello in Soi 7 dove lavorano Baimon e la sua collega Ladyboy con cui è sempre un piacere passare qualche ora, e come gli Orange di Soi 11/1 e Soi 7/1, in particolare il secondo dove ho avuto modo di conoscere meglio Gus (Gas o come si fa chiamare) e in particolare Ice, che pur non essendo la più bella del reame mi era sembrata interessante già da quando la vidi la prima volta una mattina più di un anno fa quando una sua collega con la quale avevo trascorso la notte mi portò lì a salutarla prima di andare a far colazione altrove. E naturalmente ho dato il mio personale contributo anche all’economia dell’Orange 11/1, e in entrambi i bar le serate (di quelle che finiscono alle 7 del mattino al bar o in camera) sono state interessanti, ma qui resterò vago perché mi piace giocare ad avere i segreti con le colleghe dell’amico che ci lavora, almeno per quanto possibile e finché è divertente giocarci su^^.
C’è da dire che in queste quattro settimane ho avuto alti e bassi e non sono stato al pieno della forma, tra raffreddori e altri problemini vari che si sono fatti sentire, strano perché di solito a parte un paio di giorni canonici di gorgoglio di pancia dovuto ai troppi condizionatori e alla troppa birra di solito poi va tutto bene.E come dicevo all’inizio, forse il karma ha pareggiato la mia voglia di assenza dagli impegni con un’altra botta si sfiga, infatti mi sono perso anche quasi tutta la festa di ieri che prometteva bene, ma un’improvvisa congiuntivite mi ha costretto a ritirarmi e fare il bagno nel collirio sebbene non fossero quelli i piani della serata. E va beh, ho ancora altri tre giorni davanti, l’occhio si è già ripreso abbastanza e domani dovrei essere di nuovo in forma.
Ci sentiamo quando torno alla base, e come sempre arriveranno le schede di tutti i locali testati e menzionati nella sezione recensioni, ma non adesso, ho altre cose da fare prima di congedarmi di nuovo dalla terra del sorriso.
Ciao cari Amici Viaggiatori!



























