Ottobre 2022, pochi mesi dopo l’uscita di scena delle fastidiose mascherine e dei controlli sanitari dovuti al covid, anche in Germania. Il clima di questo periodo è di un sollievo palpabile, e pur avendo trascorso quasi un mese in Thailandia in agosto, la voglia di tornare a vivere e viaggiare anche in Europa si fa sentire. La mia gita inizia con un volo diretto da Firenze verso Francoforte, dove ritiro l’auto a noleggio e dopo una veloce sosta al Meininger Hotel mi dirigo verso Darmstadt, a circa mezz’ora di strada. Non ho trovato un volo economico, ma l’unico vantaggio nell’aver trascorso questi due anni di limitazioni è che adesso mi ritrovo qualche soldo extra da investire nel mio hobby preferito, quindi non ne ho fatto un dramma.

Il Sauna Club Sharks si trova in Otto-Röhm-Straße 72, dentro un capannone industriale che da fuori non dice molto. Ma oltrepassare quella porta significa entrare in un altro universo. Alla reception, pago 65 euro e ricevo tutto il classico set del puttaniere da sauna club: asciugamano ciabatte e accappatoio. Il biglietto include anche Buffet e Analcolici al Bar, ma gli alcolici si pagano a parte.

È la prima volta che metto piede qui. Ne avevo sentito parlare da molto prima della pandemia, ma nel frattempo ho preferito esplorare altre mete anche meno “mainstream”, e non avevo mai trovato l’occasione per visitare il locale. Per molto tempo ho letto recensioni contrastanti su servizi e ragazze, ma sembrava un bel posto e dovevo vedere con i miei occhi se i racconti dei colleghi nei forum dicevano il vero, quindi finalmente è il mio turno.

Entro in spogliatoio, per le serrature non c’è niente di elettronico, solo una piccola chiave di metallo da tenere in tasca o appesa al collo, gli armadietti sono molto “old school” e poco spaziosi, ma ho visto di peggio. Una bella doccia rinfrescante, controllo il telefono, tutto a posto, nessuno mi cerca, quindi lo spengo per non disturbare la quiete (non ho una suoneria esattamente sobria), controllo che l’armadietto sia ben chiuso e sono pronto.

Appena entro in sala l’impressione è più che positiva, il locale è davvero grande, disposto su due piani e con un bel design studiato nei dettagli. Oltre al maestoso acquario che si nota subito, c’è un bar ovale al centro e divani e zone relax ovunque, lo spazio non manca. Al piano superiore, ci sono vasche idromassaggio, una vasca fredda e una lunga serie di lettini sdraio. L’acquario con i pescetti che nuotano fa la sua figura ed è praticamente unico nel suo genere per un FKK (ma da ex acquariofilo con un reef di oltre cinquecento litri in casa è probabile che lo noti più di altri). Di sicuro è tra i Sauna Club più interessanti che ho visitato, almeno per quanto riguarda l’ambiente e gli spazi.

Verso il tardo pomeriggio iniziano ad arrivare molte più ragazze, mentre prima lo Sharks sembrava effettivamente un po’ vuoto, ottimo per un tour da recensore in incognito, ma se fosse rimasto così sarebbe stato deludente, e invece quando la line up è al completo ce n’è per tutti i gusti, modelline fredde come il ghiaccio ma molto molto fighe, paffutelle e bruttine che fanno numero, le sempre numerose rumene, un grappolo di ungheresi, poi una thailandese, una ceca, una greca, qualche tedesca, un’italiana e una lituana, entrambe quasi mie coetanee che stonano un po’ con il resto della fauna femminile presente. Motle sembrano sembrano rispettare la sigla FKK e girano nude nel locale, culi e tette in mostra come era consuetudine un po’ ovunque nei Sauna Club fino a pochi anni fa, ma non tutte. Dopo cena l’effetto “mascella che cade sul pavimento per la meraviglia” è ormai assicurato per i novizi. Per quanto mi riguarda, apprezzo sempre questo genere di atmosfera, ma sono scene già viste e vissute in passato e dopo un po’ ci si fa l’abitudine, anche se resta un panorama molto piacevole da osservare.

Con il locale pieno, il bar centrale diventa un iceberg al polo sud. In pratica tu sei un pinguino e le ragazze sono orche affamate che ti intercettano appena ti muovi e tentano di prenderti al volo per mangiarti aggiudicarsi una camera. Ok, forse non è uno scenario così selvaggio, ma la sensazione in certi momenti è quella^^. Il costo di una mezz’ora è mediamente 100 euro per ottenere almeno le sigle standard, o meglio, quelle che erano tali fino a qualche anno fa in certi posti. Pochissime fanno tutto a 50, tutt’alpiù è possibile contrattare una pompa per quella cifra, ma non con tutte. Più la ragazza è bella e richiesta, meno è disposta a concedere, alle leggi di mercato non si sfugge. Con alcune si arriva anche a 150 euro per una mezz’ora compresa di BBJ e FK, in genere sono quelle con un’estetica senza dubbio al top, ma è bene ricordare che “bellezza non significa sempre soddisfazione”, cosa che invece ti aspetti se decidi di investire una cifra del genere.

Arriva Francesca, bionda mozzafiato con un bel seno naturale e un italiano quasi perfetto. Dice di aver studiato in Italia, ma ci credo poco. Chiede 150 euro per una mezz’ora fatta bene, lei è molto figa ma rifiuto. Forse per 100 le darei una chance in onore della sua bellezza, ma la sua presenza fa suonare fortissimo il mio radar antimissile e qui la scelta non manca, inoltre la notevole concorrenza non gioca a suo favore e forse anche se ne volesse 100 sceglierei un’altra.

Intanto che ci penso salgo su e mi rilasso nell’idromassaggio, poi la voglia di combinare qualcosa inizia a farsi sentire e torno giù. Mi ferma Candy, una mora con le tette al silicone che parla discretamente italiano, tra l’altro dice di aver vissuto e lavorato a Firenze, magari l’ho anche già vista, chi lo sa. Comunque è carina, mi dice che per una camera come si deve vuole 100 euro con le sigle base e venuta libera dove voglio ma non in bocca (quella e l’Anal se le fa pagare comunque extra). Mi ispira e mi ha convinto, accetto e andiamo in camera. Purtroppo il chirurgo non le ha fatto un buon lavoro alle tette che con il reggiseno non si notava, la cosa mi turba un po’, ma considerando che a me piacciono più da dietro che da davanti non ne faccio un dramma, lei comunque non si impegna molto, quindi la giro subito artigliandola poi sui i fianchi, ed essendo anche la prima del giorno porto a casa il risultato nella mezz’ora riversando infine il sacro nettare sulle sue chiappette a pecorina. C’è sicuramente di meglio, ma come prima danza per allentare la tensione ci sta.

Saldato il conto mi sposto in balconata per osservare meglio cosa succede in sala. Vedo una thai mignon in asciugamano che vaga da sola. La voglio subito! Vado da lei e mi accoglie con un sorriso. La saluto in thailandese, scambiamo due parole sulla sua patria natia (ovviamente in inglese, lei parla anche tedesco ma io molto poco) e sembra divertita dalla mia passione per il suo paese, dice che si chiama May e che fa questo lavoro da poco, ma è una mestierante e per di più è thai, quindi considero le sue parole come foglie al vento, non per cattiveria, ma per esperienza. In camera si rivela un’ottima scelta, lo stile Thai si fa sentire, è molto coinvolgente e partecipativa, per un attimo mi sembra quasi di stare a Bangkok, e quando la lascio salire sopra e inizia a saltellarmi sul cazzo non resisto più e mi lascio andare. Lei mi si accascia addosso un minuto, due bacetti e ci ricomponiamo per uscire. Si è ampiamente meritata la paghetta di 80 Euro come concordato. Con la stessa cifra ho goduto di una notte intera con alcune sue connazionali nella terra del sorriso, ma considerato il contesto e l’appagante sessione è decisamente una perlina rara in questa parte di mondo.

A cena, il buffet è vario ma non all’altezza del contesto. Mangio comunque discretamente, poi mi affaccio fuori a fumare, purtroppo siamo in autunno e la giornata non è delle migliori, la zona esterna è bella grande e di sicuro rende l’ambiente più vario e confortevole in estate, ma tant’è, non è il periodo adatto, dovrò tornarci quando sarà caldo per goderne appieno. Mi rilasso pensando che quasi quasi farei il bis con May, ma quando torno al bar noto una morettina con un bel paio di tette “nature” che mi ispira cose buone, infatti l’avevo notata anche prima di cena ma ero appena stato con la Thai Girl e non ho approfondito. Lei si chiama Pamela, sembra simpatica ed è il genere di ragazza un po’ lunatica che mi piace, tant’è che la rinomino subito “Pam” in onore di una mia ex altrettanto svampita, e poi è Bulgara, sarà un caso ma non mi sono mai trovato male con una Bulgara in tutti questi anni. Visto che è lei a proporre di andare in camera e che a parte quel fisichino notevole non è tra le più belle in sala, le dico che per 80 eurini accetto e se mi fa divertire resto anche un’ora con lei. Probabilmente non deve aver lavorato molto e accetta subito con un sorrisone stampato in faccia, mi prende per mano e quasi mi trascina in camera. Una volta entrati è successo un po’ di tutto, nel bene e nel male. Non ho ben capito se è solo un po’ rinco o se manca d’esperienza, probabilmente entrambe le cose, fatto sta che mi sono divertito e ormai che c’ero me la sono tenuta davvero un’ora raddoppiando il compenso, ma ne è valsa la pena. Purtroppo non ha passato il Test della Sacra Pe©ora, e con mio grande stupore ho scoperto che non è nemmeno un’allieva della famosa “Scuola di Fellatio per Giovani Dotate (c’è una lunga storia dietro a questa fantomatica “scuola bulgara”, ma credo che tutto sia nato durante una giornata all’Andiamo di 11 anni fa), ma la simpatica bulgarina bilancia la scarsa esperienza con una serie di “Si” alle mie richieste e una naturalezza non indifferente che ha reso l’esperienza più che appagante, e alla fine si guadagna quei 160 Euro nonostante le gravi lacune in due settori decisivi, diciamo che un 7/10 , al quale aggiungerei mezzo punto in più considerando le tariffe medie delle colleghe, se l’è meritato.

La serata passa in fretta, vago tra la zona wellness e la sala in cerca di ispirazione, molte sono occupate, alcune visibilmente stanche, e poi c’è una una bambolina con un bellissimo viso e un corpo che ispira sesso da qualunque angolazione lo si guardi. Mi avvicino a lei e scambiamo due parole, il suo nome d’arte è Victoria, si rivela anche piuttosto affabile, poi quando le chiedo la tariffa dice che per 100 euro mi farà divertire mezz’ora in camera, il radar antimissile non da segnali anche quando le dico “Si ma non subito” e lei risponde “Ok, quando vuoi…” e resta li tranquilla a parlare senza lamentarsi. Test superato, mi ispira, la voglio. In camera, a differenza della sua collega Thai è più aggressiva, ma in senso buono, e al contrario della Bulgarina lei è una vera professionista che sa fare il suo lavoro e al contempo lo fa sembrare naturale come se lo facesse per passione. La vista del suo volto su quel corpicino da pornodiva è irresistibile, le tette sono rifatte ma morbidose, quasi come quelle di Pam, una terza abbondante assolutamente piacevole da vedere e toccare, sa come usare la bocca e mi sbrodola tutto, prima in faccia quando incrociamo le lingue e poi ad ogni affondo sul regale augello mentre lo succhia, è brava, mi ricorda vagamente la Dea del Marina Club, stessa attitudine e forme, solo che lei era tutta naturale, ma questa signorina mi piace anche se siliconata, tanto che se fosse la prima del giorno sarei già capitolato, invece resisto, e il resto del tempo a disposizione è una classica missionaria che in questo caso ha molto senso, è davvero figa e non posso non guardare quel viso e le sue belle tette che ondeggiano come budini fino alla fine, quando chiudo gli occhi come se stessi sognando e mi lascio andare godendo come un maiale. Non ha dovuto nemmeno superare il Test della Sacra Pe©ora ed è stata praticamente perfetta, non serve aggiungere altro. Una volta finito non mette fretta e si lascia pastrugnare ancora un po’ prima di uscire da li. Se fossero tutte così nessuno si lamenterebbe dell’aumento dei prezzi nei bordelli. Le do i suoi 100 euro pienamente guadagnati e la saluto, per quanto mi riguarda è una bellezza che si fa notare.

Torno in sala per bere qualcosa prima di andarmene, l’ora è tarda e per me i giochi sono fatti, meglio tornare in Hotel finché ne ho le forze, altrimenti rischio di tornare in camera con Victoria e ci muoio veramente^^. Saluto lo Sharks, mi rivesto, esco. Di notte si guida anche meglio che di giorno, strada libera e in un attimo sono in Hotel. La camera del Meininger Hotel Frankfurt Main è veramente piccola ma ha un comodo letto a due piazze e c’è tutto, ottima per una sola notte in attesa del volo di rientro, e il prezzo di 58 Euro è giustificato anche dalla posizione, infatti è praticamente di fronte all’aeroporto.

La mattina faccio colazione, check-out, poi riconsegno l’auto al noleggio e vado prendere il mio aereo di ritorno. E che dire dello Sharks, è come me lo aspettavo, dovrò sicuramente tornarci con la bella stagione per apprezzarne l’area esterna, ma anche così è un bel posto con tante belle ragazze e un’atmosfera mai noiosa ma nemmeno troppo caotica. Sarà che era tanto che non tornavo in un Sauna Club FKK e che ho avuto la fortuna di incontrare due perline e un diamante su quattro sessioni totali, ma per me è stata un’ottima esperienza. Tra l’altro da quando frequento la Thailandia sono diventato più critico riguardo ai prezzi Europei, e per quanto l’esperienza in FKK sia quasi sempre memorabile, inizio involontariamente a farmi due conti in tasca e a comparare le spese con quelle degli stessi servizi nella terra del sorriso, cosa che non andrebbe mai fatta perché non c’è storia (e la Thailandia ne esce nettamente vincitrice ovviamente).

Ma questa è un’altra storia…

Ciao ciao Amici Viaggiatori, alla Prossima!

Hotel Meininger Airport Frankfurt