E come tutte le belle avventure anche questa lunga gita di un mese in Thailandia è giunta al termine e sono già trascorsi cinque giorni dal mio rientro nell’italico stivale, quindi, per concludere il diario di viaggio, ma anche per combattere la solita “thailandite” che ogni volta si abbatte su chi lascia la terra del sorriso (il che la dice lunga su quanto sia un bel posto dove stare) vi aggiorno su quanto accaduto negli ultimi tre giorni a Bangkok.

La sera del 3 Settembre il mio povero occhio con la sua bella congiuntivite stava già molto meglio, tanto da permettermi di fare un salto alla mia pompineria preferita, che ormai è noto sia il 7-Heaven, dove sono andato sul sicuro con la mia signorina favorita ovvero Tokyo, bella e brava come sempre. Dopo il trattamento liberatorio torno in zona Nana per gustare una montagnola di chicken wings con salsina piccante e patatine fritte inzuppate nel formaggio, una botta di vita insomma. Già che ero li mi faccio un giro in Nana Plaza ma non mi sento ispirato, torno in strada e decido di dare un’occhiata a cosa offre soi 4 dove ci sono le solite Freelancer in cerca di clienti. In quella via la notte ce n’è per tutti i gusti, dalle “Sciatthai” (termine che ho goliardicamente coniato durante una discussione tra Viaggiatori per indicare quelle thai girls che qualcuno definisce sciatte solo perché non hanno le sembianze di Zendaya o di un’altra modella a caso) alle africane, ai ladyboy alle altre asiatiche come vietnamite e via dicendo, ma non trovo ispirazione nemmeno così e provo a entrare al solito Hillary 2, dove varie volte ho fatto ottimi incontri con signorine più o meno mestieranti e più o meno giovani ma sempre piuttosto carine e simpatiche. Mi prendo una Singha e pur non essendoci una gran folla c’è del movimento, ma soprattutto su uno sgabello nei pressi del bar c’è una seduta tutta sola che a vederla non mi dispiace affatto. Aspetto un attimo per capire se non sia effettivamente in compagnia di qualcuno, pare di no, quindi l’approccio con discrezione e sembra gradire compagnia. Un Drink, due parole, si chiama Joy, parla anche un decente inglese nonostante il solito accento thai che a tratti è incomprensibile. Voglio fumare, lei pure, ci spostiamo affacciati sul lato strada e restiamo li per un po’ a cazzeggiare. In una situazione così tranquilla punterei ad averla in camera quando siamo entrambi un po’ più “alticci e caldi”, ma considerato che non sono nel pieno della forma accorcio i tempi perché lei mi ispira ed avendo già perso un’occasione la sera prima (perché in realtà c’era già una prescelta ma mi son dovuto ritirare dai giochi) non voglio rischiare di andare a letto in bianco anche stanotte. Joy è corta ma ha un bel corpicino atletico, per il resto è una delle tante thai girls nella media, a vederla con gli occhi di un occidentale sembra che abbia 25 – 26 anni, e infatti ne ha 33, proprio come gesù (ma il fatto che più tardi in camera io abbia invocato più volte il padre del miracolaio è solo una coincidenza). Alla fine se n’è andata verso le 3 e le ho lasciato 2 pezzi da mille. Da come si era adagiata sul letto presumo sarebbe rimasta volentieri fino al mattino e a cose normali sarebbe anche stata una presenza gradita per un risveglio col botto, ma dovevo assolutamente dormire in tranquillità perché per quanto l’occhio fosse migliorato aveva ripreso a dare un po’ fastidio per la stanchezza. La saluto senza pensarci troppo e mi addormento poco dopo sognando le pecorine…

Il 4 settembre segna purtroppo l’ultimo ciclo di 24 ore a mia disposizione poiché ho il volo di ritorno che parte alle 23 del giorno successivo. La mattina mi sveglio finalmente riposato e leggero come una piuma, ne approfitto per andare in un paio di centri commerciali, faccio colazione, e perdo un paio d’ore tra il Central World, Siam Paragon e MBK Center nella zona universitaria, che al mattino non sono invasi dalle studentesse, e per quanto sia un piacere vederle sciamare in giro (cosa che ricorda molto le scene degli anime giapponesi con cui sono cresciuto^^) la zona è molto più tranquilla e rilassante per fare shopping.

Più tardi, dopo aver riposato su una sdraio nella piscina al quinto piano del Hyde 13, mi viene voglia di pasta e senza indugio vado a provare anche gli gnocchi ai 4 formaggi a la Pala, sotto la BTS di Asok, che magari non sembra, ma da Soi 13 è piuttosto vicina, ci si arriva a piedi in 5 minuti percorrendo il vivace tratto di Sukhumvit Road che non dorme mai e non è mai noioso. Gli gnocchi sono buoni, La Pala è promosso a pieni voti su tutta la linea, ci ero già stato in passato ma solo per la pizza, invece è diventato il mio ristorante italiano preferito, e volendo condividere questa bontà di sapori con qualcuno decido di tornare al Duangporn Haven, quel Bj Bar dal lato opposto dell’incrocio di Asok a poche decine di metri dalla stazione BTS. Qui trovo la solita decina di girls, molte delle quali stanno mangiando sui tavoli fuori, compresa Kiki, che per quanto è brava e carina non sfigurerebbe affatto in un locale meno trasandato di questo. Comunque mi si propone una di quelle che non si stanno nutrendo, un bigné leggermente più rotondo di quanto i miei occhi vorrebbero ammirare, ma onestamente ha una bella bocca con due labbra belle carnose e sembra una che sa il fatto suo: “Blowjob?”, mi domanda. Mi guardo intorno osservando la Kiki che sta mangiando e le altre sedute, quindi ribatto con un semplice “Who?”, e lei con un sorrisone assurdo mi fa “ME!”, al che per qualche motivo mi sento ispirato, le dico ok e mi porta su per la scala. Male che vada per 800 Baht la si prova e se non mi piace vado altrove tra mezz’ora…

Questa ha pure un nome facile anche se non me lo ricordo(aggiornerò se mi torna in mente), è una chiacchierona simpatica e per quanto fisicamente non sia nelle mie corde ha due belle tette piene e naturali, le chiedo quindi se può liberarsi della maglietta e acconsente, poi dopo il lavaggio di rito (che qui avviene al classico lavandino, ma essendo più alto dei soliti che si trovano ad “altezza palle” è necessario salire su due gradini in legno e non vorrei mai andarci da ubriaco^^) , mi fa accomodare su un divanetto e mi si avventa sul cazzo come un’idrovora. Resto stupito da quanto cazzo sia brava e da quanto siano piacevoli le sue labbra polpose, una tecnica magistrale, morbida e costante ma allo stesso tempo potente e avvolgente. Di fatto resisto per tutto il tempo a disposizione, ma lei si stacca giusto un paio di volte, e alla fine quando non resisto più credevo mi avrebbe aspirato l’anima, infatti resta almeno due minuti a succhiare il regale augello dopo che non aveva veramente più niente da dare, una piacevole tortura. L’ho dovuta staccare prendendole la testa tra le mani mentre contorcendomi sul divanetto perché stavo per impazzire, ma lei palesemente divertita continuava di proposito senza ritegno. Alla fine ci siamo messi a ridere, io perché ho goduto come un maiale e non ci capivo più una sega niente, lei probabilmente perché era divertita nel vedermi in quel modo. E non ha sputato niente. Onestamente una delle migliori pompe mai ricevute; fosse anche bella volerebbe sul mio personale podio all’istante, e non è cosa da poco. Mentre mi rivesto insiste sul fatto che vuole essere scopata la prossima volta, non so se è una manovra di marketing o se essendo onestamente più bellino di lei le farebbe piacere per davvero, ma non ci sarà una prossima volta e quindi le dico “Ok”, tanto per farla felice^^. Poi scendo giù, pago e le giro i 200 Baht di resto, poi saluto e me ne vado a riposare in vista dell’ultima notte di follie in quel di Bangkok.

La sera c’è un compleanno all’Orange Bar 11/1, non so chi sia la festeggiata ma non importa, è una festa e ci sarà movimento. Prima però ho intenzione di provare quel nuovo Centro Massaggi Nuru aperto nello stesso vicolo del 7 Heaven in Soi 33; il negozio si chiama Hakumi ed è una cosa che volevo fare venti giorni fa, poi ho rimandato e rimandato di nuovo, ma dovevo togliermi la curiosità e devo dire che ho fatto molto bene ad andarci. Ho scelto il Full Service Package da 90 minuti in stanza con doccia per 4000 Baht (la stanza con la jacuzzi costa mille Baht in più ma in entrambi i casi sono previsti 2 shots), e poi ho scelto la signorina Mimi, una gnometta molto carina che senza dubbio vale il prezzo del biglietto. Il Nuru è fatto come si deve, c’è tutto l’occorrente compreso lo sgabello da nuru e il gel è di ottima qualità e ben preparato, poi la signorina Mimi si è rivelata essere un’agile anguilla che sa come muoversi sul materassino del Nuru e una piccola tigre sul letto, tant’è che dopo il primo shot per merito della sua arte orale dopo aver rischiato più volte di essere inforcata “a crudo” durante il nuru, non ho sentito nemmeno il bisogno di farle il test della sacra pecora e quando ci siamo spostati sul letto ho lasciato fare quasi tutto a lei, sa come muoversi e come gestire la situazione dall’inizio alla fine, diciamo che mi son fatto violentare volentieri dalla sua calda e avvolgente vulva asiatica. A livello di location è un ambiente piuttosto sobrio e nuovo ma forse un po’ troppo “serio”, per quelli che sono i miei gusti continuo a preferire il Kokoro, specialmente da quando hanno aggiunto le immagini anime sulle pareti di ogni stanza, e come ragazze è difficile trovare una meglio di Aileen, anche volendo fare una media per la line up di entrambi i locali direi che questo Hakumi perde il confronto, ma ognuno ha le sue preferenze e questa è solamente la mia personale opinione sul livello estetico delle girls, mentre per quanto riguarda il servizio e l’attitudine mi sento di dire che se la giocano alla pari e che Hakumi è un gradino sopra al Toro. Fatto sta che quella traversa di Soi 33 dove un anno fa c’erano soltanto il 7 Heaven e il Princess, adesso ospita ben 4 Centri Massaggi e un Pink Salon, oltre a vari locali in fondo al vicolo tra bar e karaoke, ma sono frequentati quasi esclusivamente da giapponesi.

Dopo la piacevole esperienza in zona Phrom Phong torno un attimo al mio appartamento in Soi 13 per sistemarmi e cambiarmi d’abito, quindi mi presento all’Orange abbondantemente dopo le 23:00, le ragazze sono belle allegre e impegnate qua e là ai tavoli con i clienti, faccio due chiacchiere con l’amico resident che lavora lì e offro un po’ di bevute alle solite rompiscatole che vengono a salutare, poi vedo che Miss Disney è in disparte sulla porta a guardare il nulla, la chiamo e pian piano cerco di abbattere la sua compostezza, infatti è una delle poche che non si scompone quasi mai o almeno io l’ho sempre vista molto tranquilla, quasi riservata, per questo non l’ho mai considerata molto. L’amico conferma che lei di solito non va con i clienti, eccetto un asiatico che sembra essere il suo “sponsor ufficiale”, eppure man mano che la serata scorre e si fa più vivace tra alcol e casino mi sembra ci sia del margine di manovra che si può sbloccare anche con lei, magari non in mezzo alla folla, magari senza gli occhi curiosi della gente puntati addosso, e sicuramente non in una singola serata, non posso dirlo con certezza ma mi ha dato questa impressione. Peccato che domani debba andarmene, sarebbe una sfida interessante e la signorina non è la più bella del reame ma è pur sempre molto carina ed ha un suo perché. Comunque a parte questo ci sono i soliti siparietti allegri, le strusciatine e le immancabili palpate di culi e tette random di quelle che svolazzano qua e la in cerca di un drink, l’atmosfera è allegra e mi diverto, ma ho già altri piani e vorrei congedarmi da qui verso l’una. Poi però ci sono due tipe arrivate con un altro Viaggiatore e mentre una di queste è palesemente la sua dama di compagnia, l’altra è una diavola scatenata che non si ferma un attimo e continua a ballare muovendo quel corpo atletico e molto invitante che sinceramente vien voglia di metterla a pecorina su uno sgabello. Peccato che la faccia non regga il confronto con il fisico, c’è sicuramente di peggio ma per quanto non sia brutta non è nemmeno una che definirei bella, diciamo, ma sorride e ammicca, si vede che è in cerca di compagnia, o ancor meglio, di clienti. Tra l’altro mentre le osservo ripenso a quanto detto dall’amico li accanto, ovvero che le Thai hanno sostanzialmente due tipi di faccia: Quella a Bigné e quella a Calamaro; che detto così sembra una semplice battuta, ma loro due sono i perfetti esempi di entrambe le categorie, il mio cervello va in fissa per un po’ su questa cosa sciocca ma dannatamente vera, e non riesco a smettere di ridere ogni volta che mi giro a guardarle. Però intanto un signore li accanto ci prova spudoratamente con il bigné per tutto il tempo, distrattamente osservo curioso la scena che si protrae per un bel po’, fino a che palesemente lui le chiede se vuole andare altrove per fare altro, a quel punto incrocio di nuovo lo sguardo di lei che ha un espressione tipo “Help me please!” che non saprei come spiegarlo ma mi fa capire che preferirebbe fossi io a farle tale proposta, ormai le riconosco certe situazioni, anche le mestieranti hanno le loro preferenze e te lo fanno capire, basta essere un po’ attenti e osservarle. Ma la tipa è del mestiere, con una certa diplomazia gli fa capire che “Anche no”, e poco dopo il signore, che in tutta onestà era abbastanza improponibile, se ne va via sconfitto e avvilito (forse farebbe meglio a rivolgersi ad altri servizi dove l’essere rifiutato è cosa assai rara, mentre con le freelancer che trovi nei locali il rischio c’è poiché possono permettersi di fare una certa selezione, al contrario di quelle dei centri massaggi et similia). Io invece ho altri piani, ma la tipa mi intriga, continuo a guardarla seduto sul mio sgabello con le balordine dell’orange che vanno e vengono, e ammicca di qua, e ammicca di là, dopo un po’ si avvicina e continua a ballare li davanti, un brindisi al volo, un’occhiata maliziosa, un’altro brindisi, la vedo che mi fissa nelle pupille aspettandosi qualcosa perché ho mostrato palese interesse anche senza parlarle, potrei  dirle “Andiamo via da qui io e te da soli” e sono sicuro al 100% che direbbe di si al volo, ma non è lei quella che voglio e non è a lei che voglio dare i miei soldi questa volta (non sia mai che qualcuno pensi di non dover dare un compenso a queste signorine allegre per il servizio in camera, anche se una volta lo fanno perché ne hanno voglia, anche se magari non gli dispiace affatto farlo con voi in quel momento; è una regola non scritta, poi se capita e lei magari non dice niente perché nessuno aveva concordato niente prima puoi anche far finta di niente, ma in certi ambienti funziona così, e la volta dopo stai sicuro che se la vuoi ancora ti chiederà il giusto compenso prima di venire con te, poi ci sono le eccezioni, ma ne parleremo magari prossimamente). Ormai che sono lì voglio però confermare la mia tesi prima di andare, e caso vuole che ci sia da fare una delle tante foto di gruppo dei presenti e che mi trovi proprio in quella traiettoria, quindi il bigné passa da lì sorridendo e sale in ginocchio su uno sgabello davanti a me, al che mi sposto su quello accanto, mi guarda, ride, si mette in posa guardando avanti, io invece appoggio le labbra sulla sua guancia e vedo che succede. Si gira con uno sguardo che dice “Si puoi” e adagia le sue labbra sulle mie, le lingue si incrociano un attimo, si salutano, poi per non farsi guardare troppo dai curiosi lì intorno ci ricomponiamo subito, le foto sono fatte, scendiamo dagli sgabelli, sorride e la lascio sfilare davanti a me accompagnandola con una mano sul sedere, poi praticamente la ignoro. Sono quasi le due e devo, anzi voglio, andare altrove. Lei e l’amica se ne vanno poco dopo con l’accompagnatore dell’altra che onestamente è anche più carina, e dopo l’ultimo tragicomico siparietto ai danni della gnoma poco interessante dell’Orange ormai troppo ubriaca (ma non è la sola e l’atmosfera è quella delle notti pazze dove succede tutto e niente), saldo il conto in cassa e me ne vado anch’io.

La mia occasione persa di due giorni prima è in un altro bar arancione, è la mia ultima notte a Bangkok e per quanto non mi dispiacerebbe chiudermi in appartamento con lei fino al giorno dopo ho voglia di festeggiare ancora un po’ in compagnia della sua collega, che non è questa gran bellezza ma è caruccia, è simpatica, e ha due morbidi cuscini antistress che non smetterei mai di avere tra le mani. Al bar ci sono ancora un paio di avventori e altre due colleghe, la prescelta è di servizio alla cassa, una delle amiche ci tiene a dire che lei mi aspettava ma io non arrivavo, sto al gioco per dar loro soddisfazione, la signorina dai morbidi cuscini è li su uno sgabello che cazzeggia da sola con una felpa addosso come altre volte, ma sotto alla felpa non ci sono ostacoli, altro particolare che la rende un interessante intrattenimento, offro un drink anche a lei che mi fa compagnia in vari modi, l’altra invece mi schiocca un bacetto in bocca appena mi avvicino, di sicuro sa come tenersi buono un cliente interessato, è furba, si capisce subito, basta guardarla negli occhi, altro motivo per cui mi piace più del dovuto, perché anche lei è mediamente carina ma non è certo una fìga da GoGo e sul piano puramente estetico non regge il confronto con la maggior parte di quelle che ho incontrato nei centri massaggi e via dicendo. Eppure mi ispira e mi è rimasta vagamente in testa da quando in compagnia di una sua collega con la quale avevo trascorso la notte, la vidi lì per la prima volta più di un anno fa, anche se l’avevo ritrovata lì a dicembre, ma ero più interessato ad altre oltre che un’altra sua collega in quei pochi giorni. Mi ispira ma mi ha sempre dato l’idea di una troppo seria per essere divertente, e con divertente intendo sia per far serata che per tutto il resto ovviamente. E invece stavolta mi son ritrovato a far nottata proprio lì e ho capito che mi sbagliavo tantissimo. Meglio tardi che mai mi vien da dire, ma forse era anche meglio se succedeva venti giorni prima, avrei avuto più margine per godermela, ma tant’è, si prende quel che viene in certi casi…

Nel frattempo arriva un altro avventore che prende una birra e si siede in compagnia di quelle che non mi servono, poi sia questo che gli altri se ne vanno e resto solo con le balorde e il tuttofare del bar che vaga qua e la facendosi i fatti propri perlopiù. Passiamo la notte tra bevute e cartoni animati thailandesi alla tv, ma senza altri clienti in giro e con i bar della via praticamente tutti chiusi anche loro si lasciano andare e rompono le righe più del solito. Invito la prescelta a venire dalla parte giusta del bancone e intanto che le altre ciarlano tra loro ci spostiamo dove non ci sono telecamere e ci avvinghiamo un po’, non resisto alle sue tettine di marmo, piccole e naturali ma irresistibili, lei mi mette una mano sul pacco oltre che la lingua in bocca senza tanti complimenti, io sbottono i pantaloni e me lo prende direttamente in mano perché casualmente sotto non ho niente^^, mi insinuo nelle sue mutandine e non vedo l’ora di infilarmi tra le sue cosce, se non mi trattengo rischio di scoppiare qui e ora mentre mi sta già facendo impazzire, ma sarebbe poco degno. Con tutta la voglia che ho addosso in quel momento le dico “I Want You Here and Now…”, lei risponde “In the morning, not now.” – Purtroppo è lei che fa i conti per tutte e gestisce un po’ la baracca, quindi tecnicamente deve stare li fino al mattino, ma onestamente mi va bene così. Ci ricomponiamo e la lascio tornare alle sue cose li al computer dietro il bancone. Intanto torno al mio posto e mi tengo “Gas” (lo scrivo come si pronuncia) seduta addosso sullo sgabello mentre le mie mani sono dentro la sua felpa a giocare con quei morbidi cuscini antistress senza dare nell’occhio, Non so come faccia a stare con una felpa invernale di quelle col pelo dentro, ma è freddolosa, e non essendo nemmeno la più bella del reame non disdegna un po’ di attenzioni e di guadagni a suon di drink, che poi a un certo punto la sua collega più anziana la invita a ordinare ancora e lei con mio sommo stupore le dice di non stressare. Le do un bacetto sulla guancia perché mi piace la sua reazione, sorride divertita e si mette in posa per prenderne altri, è di sicuro la più pacioccosa del lotto, a tratti quasi una gattina da coccolare, non mi dispiace affatto, e per quel che ne so non mi trova spiacevole nemmeno lei, anzi, probabilmente si sente in competizione con la prescelta per un buon cliente, ma questa è solo una mia impressione e per quanto mi ritenga abbastanza “esperto” in materia posso anche sbagliarmi.

Il tempo passa scherzando e pastrugnando “di nascosto”, anche Gas decide di massaggiarmi il regale augello mentre massaggio i suoi morbidi cuscini, e vista la situazione in un attimo è di nuovo li che rischia di esplodere; lei ridacchia divertita, mi guarda e continua, siamo li in un angolo dietro il banco e complice la sua felpona larghissima nessuno vede chiaramente cosa accade anche se è palese. E intanto guardiamo i cartoni in tv… Una delle situazioni più buffe che mi siano mai capitate, ma ormai non mi stupisco quasi più di niente.

A un certo punto qualcuno parla di cibo, io in effetti avrei anche una certa fame e insieme alla signorina felpata mi metto a scegliere roba dal Menù del ristorante dal quale si serve il bar per il servizio, ordino cose sfiziose e lascio che le balorde prendano quel che hanno voglia, offro io ovviamente, in fondo è l’ultima sera e non me ne fraga niente di qualche migliaio di Baht in più del solito, voglio portare via questo ricordo nel miglior modo possibile e non saranno certo un po’ di soldi in meno in tasca a togliermi questa gioia. Poi come per magia dal vicolo di soi 7/1 arriva una signorina a piedi con un vassoio, e dietro di lei a poca distanza un ragazzo con un altro vassoio, una montagna di cibo che occupa tutto il bancone del bar. Si Mangia, si beve, granchio, ostriche, una zuppetta, riso fritto con il pesce, pollo piccante e altre buonissime “schifezze” in stile thai. La voglia di cibo è soddisfatta, l’altra voglia più grande invece si fa ancora sentire.

L’ora è tarda, così tanto che è quasi presto, inizia a vedersi il chiarore del mattino tra i palazzi, poi ci siamo, saldo il conto di questa parte della notte un po’ pazzerella e senza dubbio piacevole, le balorde si sparpagliano, saluto la freddolosa che se ne va e attendo che la mia prescelta lasci il posto alla collega…

Alla fine ho avuto quel che desideravo, ma era già quasi la fine, tenerla con me fino alla partenza sarebbe stato un danno, un grosso errore, lei mi piace un po’ troppo, e non è per estetica né per chissà quali doti circensi a letto, è quella cosa difficile da spiegare ma facile da capire per chi la conosce, è semplice star bene con una persona, una sorta di affinità latente tra due anime perse che come gatti cercano di godersi le cose buone per quanto è possibile farlo ma senza affezionarsi troppo perché il mondo è troppo grande per fissarsi su un solo dettaglio per troppo tempo. Insomma, è stato bello e va bene così. Sa che devo partire, si offre di restare e accompagnarmi più tardi all’imbarco, la ringrazio per il “take care” e consapevole che sarebbe solo una complicazione preferisco a malincuore che vada a dormire altrove, il male minore come si suol dire. Io riposo un paio d’ore chiudendo gli occhi nel mio letto con il suo odore sulle lenzuola e poi sfrutto le poche altre rimanenti per togliermelo dalla testa raggiungendo sotto il diluvio universale la mia adorata pompineria di fiducia ovvero il 7 Heaven, dove scelgo di farmi consolare dalla signorina YU che non è nell amia “top list” ma si dimostra tanto abile da spazzare via ogni pensiero negativo in quell’ultima inebriante esplosione tra le sue morbide labbra.

Infine mi fermo a mangiare l’ultimo PadThai al Krua Khun Puk all’angolo di Soi 11/1 e potrei anche passare a salutare l’Orange bar li accanto ma il tempo è poco e non  ci tengo ad alimentare la nostalgia che mi assalirà di li a poco, quindi torno in appartamento, e dopo una doccia bollente raccolgo le mie cose mentre saluto quel posto che per un mese è stato come una seconda casa ma con tutti i benefici di essere a Bangkok (approfondirò il discorso in un articolo dedicato ma per chi volesse cercare qualcosa di simile consiglio di usare Airbnb che funziona benissimo). Mentre rispondo ai messaggi dell’ultima compagna di letto, che è già tornata a lavoro e si lamenta perché ha sonno e vorrebbe dormire, mi preparo a lasciare la città con calma, ma nonostante le 4 ore di margine rischio comunque di perdere il volo perché tra il diluvio e alcuni incidenti lungo il percorso il mio taxi di Bolt ha impiegato qualcosa come un’ora e un quarto per fare il giro dell’isolato arrivando quasi in fondo a Soi 15. Inizio a dubitare di poter arrivare in tempo in aeroporto, faccio due conti, e visto che il diluvio era cessato ma il traffico non si sbloccava e il tempo sul navigatore continuava ad aumentare, ho detto all’autista che gli avrei pagato comunque la corsa ma che avrei continuato a piedi. Lui ovviamente è stato felice di accettare, mi ha aiutato a prendere il bagaglio e mi sono avviato verso la BTS di Asok correndo tra i passanti anche su per le scale come un pazzo con il solito zaino-valigia sulle spalle e l’altro zainetto in mano (poi non mi si dica che non sono atletico anche se sto andando verso il mezzo secolo di esistenza^^). Da lì arrivo rapido alla stazione Phaya Thai e prendo l’Airport Rail Link verso l’aeroporto, infilo i bagagli nel gabbiotto e finalmente mi appoggio esausto in un angolo circondato da una decina di velate Sciatthai musulmane che continuano a ciarlare tra loro ininterrottamente, e non c’è niente altro che possa fare a parte sperare che non vi siano altri imprevisti.

Arrivo al Suvarnabhumi alle 21:40, l’imbarco del mio volo chiude alle 22:40, la partenza è per le 23:00. L’ascensore è lento come un regionale di trenitalia e non vuole saperne di scendere al piano più basso, risalgo i livelli dell’aeroporto come un salmone su per le scale mobili e vado a consegnare il bagaglio da stiva perché anche se lo zaino-valigia è adatto come bagaglio a mano stavolta ne ho due e devo imbarcarlo così. Sono le 22:50, c’è una famigliola davanti a me, cinque minuti dopo è il mio turno e chiedo alla signorina dello staff se ho qualche possibilità di raggiungere il gate entro il tempo massimo, anche se vista l’ora ho quasi perso le speranze poiché il volo parte dal gate satellite che è più lontano e devo ancora fare tutti i controlli. L’addetta verifica sul terminale e con tutta serenità mi dice che il volo è stato spostato di quaranta minuti. Incredulo tiro un sospiro di sollievo, concludo la procedura e mentre mi avvio su per la scala che porta ai controlli apro l’app di Lufthansa e vedo che effettivamente è come ha detto lei, ma nell’ansia di raggiungere l’aeroporto di corsa non mi sono nemmeno accorto dei messaggi di avviso. Mi sento un po’ stupido ma meglio così. Stranamente i controlli mi portano via meno di quindici minuti e arrivo tranquillo al mio gate, ho anche il tempo di prendere delle patatine al Burger King e andare in bagno con calma, poi finalmente salgo a bordo.

Sono uno straccio, ho dormito poco e non ho risparmiato un centesimo di forze dal giorno prima. La cosa buona è che sono concentrato sul fastidio e non ho il tempo di essere malinconico, anzi, durante il volo riesco addirittura a dormire per circa 5 ore per sfinimento dopo la cena nonostante avessi d’intorno tutta la nazionale femminile francese di pallavolo, “Le Bleu”, che seppur sconfitte non perdevano occasione di tirarsi su il morale ciarlando tra di loro in maniera fin troppo vivace e venendo a sgranchirsi proprio davanti a me dove si trova l’uscita d’emergenza, spazio in cui di solito stendo le gambe per stare comodo, ma almeno ho qualcosa in più da raccontare^^; quella meno buona è che l’altro occhio, probabilmente per lo stress e la stanchezza generale, ha iniziato ad arrossarsi e gonfiarsi com’era successo a quello appena guarito, per fortuna avevo il collirio giusto in tasca e ho limitato il disagio, ma sono arrivato a Monaco con un mezzo mal di gola e l’occhio iniettato di sangue, l’ho presa a ridere anche se a quel punto non vedevo l’ora di arrivare a casa. Lo scalo è breve, una mezz’ora tra la sala fumatori e il bagno per sciacquarmi la faccia, e un’ora più tardi dopo aver sorvolato le alpi atterro in toscana a meno di mezz’ora da casa.

E così finisce quest’avventura, tra alti e bassi e con tanto relax, oltre alle mie amate “Sciatthai” e la gioia di stare nella terra del sorriso quanto più possibile per quanto mi è concesso farlo. Ora sto scrivendo dalla solita postazione del Redattore, ho lasciato passare qualche giorno perché nel frattempo il mal di gola è aumentato e tra quello e il lavoro e altri impegni non avevo ancora trovato il tempo di riordinare le idee e buttare giù queste righe, ma nei prossimi giorni inizierò a rileggere i miei appunti per sfornare le schede di recensione dei locali mancanti ed aggiornare quelli che ho trovato diversi dall’ultima volta. Scusatemi se sono stato prolisso nel raccontare questi tre giorni ma la Thailandite si fa sentire, devo pur trovare un modo per combatterla, no?^^.

Qui vi saluto e vi auguro buon viaggio ovunque deciderete di andare.

Alla prossima cari amici Viaggiatori!